La Musica che gira intorno alla scoperta dei Led Zeppelin

Volevo mettere qualcosa insieme che iniziasse con una fragile chitarra acustica”.

E’ il 1970 e Jimmy Page sta cazzeggiando con la chitarra acustica.

A un certo punto si rende conto di aver composto diverse parti di canzone che stanno molto bene insieme.

Si uniscono insomma con una certa fluidità.

I mattoni perfetti per costruire qualcosa che sta aspettando da molto tempo, una canzone che inizi piano piano e che poi lasci entrare la batteria per infine costruire un potente crescendo.

Quando la struttura diventa chiara, Page decide di andare da John Paul Jones, il bassista ed iniziano a lavorarci assieme

E così anche il giorno successivo.

Si uniscono poi John Bonham, il batterista e Robert Plant, il cantante.

Iniziano a uscire le prime parole, e con grande sorpresa tutto il testo nasce quasi di getto.

Robert Plant in una intervista ricorda che “aveva in mano una matita e davanti un foglio di carta e per qualche motivo ero di pessimo umore. Poi tutto ad un tratto la sua mano cominciò a scrivere le parole – c’è una signora che è sicura che tutto ciò che luccica è oro  e lei sta comprando una scala per il paradiso. Appena vide quelle parole che non si era neanche accorto di scrivere quasi cadde dalla sedia”.

Nasce così Stairway to Heaven, una delle canzoni più importanti della del rock, pubblicata nel novembre 1971.
led-zeppelin-1Ascoltiamola innanzitutto nella versione originale da 133 milioni di visualizzazioni:

https://www.youtube.com/watch?v=D9ioyEvdggk

Una delle canzoni-simbolo degli anni 70 annoverata al 31º posto nella lista delle 500 migliori canzoni di sempre secondo la rivista Rolling Stone e addirittura votata dai lettori del Melody Maker, prestigiosa rivista inglese, come la migliore canzone della storia del rock, insieme a Bohemian Rhapsody dei Queen.

Inclusa nel quarto album della band uscito nel novembre del 1971, capolavoro e allo stesso tempo ultimo grande album dei Led Zeppelin, in realtà la canzone ha avuto una genesi molto lunga, perché l’idea del gruppo era di creare qualcosa di davvero unico, una canzone epica che sostituisse Dazed and confused come fulcro dei loro concerti.

Roberto Plant  interrogato riguardo al significato del testo non ne ha mai voluto darne una spiegazione.

Senz’altro un testo ispirato dalla sua ricerca della perfezione spirituale essendo sempre stato affascinato dal misticismo, dalle vecchie leggende inglesi e dalla cultura celtica.

All’epoca della composizione della canzone era immerso nella lettura di Magic Arts in Celtic Britain di Lewis Spence e de Il Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien.

L’ di Tolkien può essere forse ravvisata nella frase “nei miei pensieri ho visto anelli di fumo attraverso gli alberi” che potrebbe essere un riferimento agli anelli di fumo soffiati dal mago Gandalf.

C’è anche una correlazione tra la signora nella canzone e Galadriel, la Regina degli elfi, che vive nella foresta d’oro di Lothlorien.

Nel libro, tutto quello che brillava attorno a lei in realtà era oro, come le foglie degli alberi nella foresta.

E’ indubbio che il testo di Stairway to Heaven è pieno di passaggi criptici e di difficile interpretazione, legati all’esoterismo, alla dualità tra bene e male e ai contatti tra il nostro mondo e il mondo dei .

In un’intervista Jimmy Page ha affermato “Stairway to heaven ha cristallizzato l’essenza della nostra band. Aveva tutto e ci ha rappresentato al meglio. È stata una pietra miliare. Ogni musicista vuole fare qualcosa di duraturo, qualcosa che rimarrà a lungo nel tempo. Noi lo abbiamo fatto con questo brano”.

La prima esecuzione live fu a Belfast il 5 marzo 1971.

La canzone ebbe un’accoglienza straordinaria durante il tour negli Stati Uniti.

Jimmy Page ha ricordato in un’intervista che il al Forum di Los Angeles: “non dico che tutto il pubblico ci ha fece una standing ovation, ma quasi, e ho pensato, questo è incredibile, perché nessuno ancora la conosce. Questa è la prima volta che la sentono! Ovviamente ne erano stati toccati, così capii che ci doveva essere proprio qualcosa in quella canzone”.

Il brano include tutti gli elementi dello stile dei Led Zeppelin, unendo senza soluzione di continuità un inizio acustico e dalle venature folk a passaggi hard rock, con un assolo di Page considerato il migliore mai eseguito dalla rivista Guitar World.
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Lo spartito di Stairway to Heaven è uno dei più venduti nella storia del rock, le copie acquistate sono infatti oltre un milione.

Ci sono canzoni che, dopo l’ascolto, scivolano via senza lasciare ricordi.

Altre travalicano la per sconfinare nella poesia e nell’eternità.

Stairway to Heaven è senza dubbio una di queste ultime.

La canzone è un vortice che prende pancia e cuore e porta via lontano, per otto minuti, fino a riportare a terra con le parole conclusive “When all are one and one is all, to be a rock and not to roll… and she’s buying a stairway to heaven.”

C’è chi vede messaggi subliminali.

Chi il satanismo.

Chi riferimenti al regno dei morti.

Io da sempre ci ho sentito soltanto tanto rock.

E non mi pare poco.
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Negli ultimi mesi si è più volte parlato di una possibile reunion dei Led Zeppelin, la cui ultima apparizione sul palco, come noto, risale al 2007, quando Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones condivisero il palco della O2 Arena di Londra per un unico concerto.

Ad accompagnarli alla batteria, in quell’occasione, ci fu Jason Bonham, figlio dello storico batterista del gruppo, John Bonham.

Rivedere nuovamente sullo stesso palco volare il dirigibile per un’ultima volta sarebbe sicuramente uno dei sogni più grandi di qualsiasi amante del rock al mondo.

RUBRICA A CURA DI ROBERTO FIORINI