L’estate che conobbi il CHE

185
L'estate che_conobbi il CHE
L'estate che_conobbi il CHE

RECENSIONE A CURA DI ROBERTO FIORINI

LIBRI per TUTTE le ORECCHIE
Paesaggi Letterari Settimanali

Cesare ha dodici anni ed è figlio di un ricco imprenditore milanese.

La madre è un chirurgo molto conosciuto in città.

La sorella, nonostante sia iscritta all’università, si dedica principalmente allo shopping e all’attività di fashion blogger.

E’ l’anno dei mondiali, quelli poco fortunati per l’Italia del 2014.

Il giorno del suo compleanno, durante la festa in giardino, due sorprese attendono Cesare.

L'estate che_conobbi il CHE (cover del libro)
L’estate che_conobbi il CHE (cover del libro)

Purtroppo molti amici decidono di non partecipare alla sua festa perché dissuasi dai genitori, molti dei quali dipendenti del mobilificio del padre, negli anni della crisi divenuto un tagliatore di teste.

E poi l’amato nonno ha un infarto e viene portato urgentemente in ospedale.

Mentre lo guarda disteso sulla barella e incosciente, Cesare nota per la prima volta sul petto del nonno, uno strano tatuaggio che mostra il volto barbuto di un uomo con un cappello a basco.

Chi sarà mai quell’uomo che pare somigliare a Gesù Cristo?

E poi perché mai in paese tutti chiamano il padre tagliatore di teste?

Due domande.

Un percorso di crescita interiore.

Mentre il nonno, durante la convalescenza, gli racconta la storia dell’uomo del tatuaggio e di Ernesto Che Guevara, il padre è impegnato nelle trattative per vendere ai cinesi l’azienda familiare.

Tra le gesta del Che a Cuba e i picchetti e le manifestazioni degli operai del mobilificio del padre, Cesare trascorre un’estate intensa di riflessioni e scelte coraggiose.

Quel nonno disteso in ambulanza a sorpresa diventa un narratore d’eccezione, una fonte inesauribile di storie.

Quella di un fiero combattente – di un terrorista secondo suor Giuseppina che ha in cura il nonno – di uno dei piu’ grandi e affascinanti rivoluzionari mai esistiti.

Cesare scopre man mano l’esistenza di un ragazzo argentino torturato dall’asma che, piuttosto che fare il medico, se ne andò dal suo paese per combattere le ingiustizie, sfidando la malattia.

Armava i contadini nullatenenti con le parole e con i fucili.

Insegnava a loro a leggere e scrivere, oltre che a fare la guerriglia.

Un romanzo coinvolgente e scorrevole, da leggere d’un fiato.

Animato da passione civile ma non solo.

Valori di giustizia ed eguaglianza, spirito d’impegno.

Luigi Garlando
Luigi Garlando

L’estate che conobbi il Che edito da Rizzoli è scritto in un linguaggio accattivante.

Un romanzo ironico e commovente.

Si passa dalla maglietta indossata per una settimana da Cesare, poco propenso ai lavaggi frequenti, a quella indossata dal Che, anch’egli poco propenso all’acqua, indossata nei giorni della preparazione della riconquista di Cuba.

Un alternarsi fra grande storia e piccole storie.

Come in un film episodi, ogni volta che va a trovare il nonno, Cesare si ritrova catapultato sull’isola caraibica con il Che, Fidel e altri ragazzini della rivoluzione.

“Si può essere innamorati e rivoluzionari. Anzi, da innamorati si fa ancora meglio la rivoluzione, perché l’amore è la più spietata delle rivoluzioni”.

8 gennaio 1959.

Fidel Castro sale al governo cubano.

Ma non è stato eletto dal popolo.

Lui ha scatenato una rivoluzione.

Al suo fianco c’è Ernesto Guevara, semplicemente Il Che.

Nel libro si narra anche la storia anche di altri personaggi della rivoluzione cubana come Camilo Cienfuegos, che viene definito il più coraggioso del gruppo, Vaqerito, ragazzo pieno di ardore, Fidel Castro e suo fratello Raul, comandanti dell’esercito rivoluzionario.

Ma cosa c’entra la scuola con la rivoluzione?”.

Il racconto del nonno aiuta Cesare a comprendere che la rivoluzione si fa con le idee, non con i fucili.

Perché se hai una catena ai piedi puoi spezzarla e liberarti, ma se ti tengono nell’ignoranza non ti liberi mai.

L’ignoranza è la peggiore delle catene perché Ti porta ad accettare le ingiustizie.

Pagine nelle quale il lettore riscopre, oltre ad una storia vera, appassionante ed eroica, i principi e gli ideali che hanno portato il Che a consacrare la sua vita a una causa ed apprezzarne la profonda coerenza.

La capacità di non scendere mai a compromessi.

Del sentirsi coinvolti non soltanto dalle ingiustizie che ci riguardano da vicino, ma da tutti gli schiaffi dati ai deboli, in qualunque parte della terra, combattendo per un mondo più giusto.

Ecco quindi che lottare per la giustizia, essere rivoluzionari, non rappresenta qualcosa di anacronistico ma diventa sinonimo di un impegno civile quotidiano della nostra vita.

Significa sentirsi coinvolti dalle questioni della società.

Significa essere chiamati a riflettere, a prendere parte, a mettersi in gioco.

Significa andare contro i disvalori di una società che incita all’individualismo.

Significa porsi domande.

Hasta la victoria siempre!

Fino alla vittoria sempre!

Se sogni da solo è solo un sogno, se sogni in due è già realtà.

Un libro per ragazzi che fa molto bene anche agli adulti.