Lo scandalo Coingas è lo scandalo delle partecipate

COMUNICATO DEL PARTITO COMUNISTA

Come Partito Comunista non entriamo ovviamente nel merito delle questioni giudiziarie, ma non possiamo esimerci dall’analizzare l’aspetto politico di questa vicenda, l’ennesima situazione che vede coinvolto pubblico e privato in un intreccio contro natura.

Riteniamo illusoria l’idea che il sistema delle partecipate, come delle controllate, sia funzionale al cittadino, altrettanto riteniamo fuorviante far credere che i problemi si risolvano cambiando banalmente gli attori quando è appunto il sistema a creare presupposti di malgoverno se non proprio di malaffare.

Il sistema dei “carrozzoni” per la gestione dei servizi strategici, creato e spinto ai massimi livelli dal centrosinistra in Toscana, ha peggiorato la qualità dei servizi stessi facendo schizzare le tariffe a prezzi per qualcuno addirittura inaccessibili (ricordiamo molto bene i distacchi delle utenze di Nuove Acque alle famiglie in difficoltà).

E’ stato appurato che il bando per l’assegnazione del ciclo dei rifiuti a 6Toscana fu irregolare e anche in quella vicenda c’è la magistratura che sta indagando.

Ora i cittadini di Arezzo si sono visti spendere oltre 400 mila euro in consulenze esterne, ordinate a quanto pare da amministratori pubblici del centrodestra, ritenute presumibilmente non necessarie.

I politici invischiati nella vicenda, al di là delle conclusioni penali che, lo ripetiamo, spettano alla magistratura, dovranno risponderne agli aretini sia come amministratori che come politici.

Nel caso Coingas paiono ogni giorno più chiare commistioni politicamente condannabili ed è per questo che come comunisti ci sentiamo in dovere di pretendere la massima chiarezza dalle istituzioni pubbliche e contestualmente di chiedere le dimissioni di tutti quelli coinvolti in questa vicenda a partire dal Sindaco, dimissioni che riteniamo dovute da chi deve amministrare per il bene e l’interesse degli aretini.

Sarebbe comunque “riduttivo” incentrare la lotta a questa giunta ad un fatto, se dimostrato, di per sé molto grave, noi condanniamo l’operato generale, dalle buche sull’asfalto all’inceneritore, dall’abbandono delle periferie al polo unico delle mense scolastiche, dalla sicurezza a Saione, insomma chi più ne ha più ne metta, una serie di iniziative propagandistiche senza alcun concreto risultato.

Facciamo infine notare che nella ns Arezzo sono di fatto impossibili iniziative politiche se non a costi elevati, un modo evidente della giunta comunale per ridurre al silenzio quei partiti che vivono con le proprie forze, boicottando la politica della gente, di chi lotta per una città migliore partendo dal basso, di chi fa politica con onestà intellettuale e non solo.

È evidente che tali scandali sono conseguenza delle privatizzazioni ed è un ulteriore motivo per cui il Partito Comunista ritiene indispensabile la dismissione delle partecipate e dei vari carrozzoni interzonali, con un ritorno tout court al pubblico.