L’Ordine dei Commercialisti entra nella Fondazione Guido d’Arezzo

Si è svolto nella splendida e suggestiva cornice del Petrarca l’annuale convivio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della di . E’ stata l’occasione per fare un bilancio delle attività svolte nel 2018 e dare uno sguardo agli obiettivi e alle sfide per il 2019. “Premessa doverosa è l’inquadrare l’attività svolta in quello che è il difficile contesto in cui il singolo dottore e ragioniere commercialista si è venuto a trovare nel corso del 2018, contesto in cui anche l’Ordine di si trova ad operare: la professione si sta rapportando con numerose (e forse eccessive) riforme giuridiche e tributarie e di : dal terzo settore, all’attività di revisione, dalla riforma della di impresa alle impattanti novità sulla fatturazione elettronica” – ha spiegato dal palco il presidente Giovanni Grazzini – che ha ricordato come “le riforme fiscali hanno richiesto adeguata formazione di aggiornamento. Pertanto le ore di formazione si sono moltiplicate”. Grazzini ha poi precisato che “il Consiglio ha proseguito nel suo per l’anno 2018, sia per quanto concerne la parte istituzionale, sia per quanto concerne le attività sociali in favore della collettività e, questo impegno a livello locale ci viene riconosciuto in quanto si rende possibile un rapporto con le istituzioni, ancora più stretto”. A tal proposito Grazzini ha annunciato l’ingresso dell’Ordine nella Fondazione Guido d’Arezzo: “Riteniamo fondamentale il nostro supporto alla cultura in un percorso avviato già nel 2018 con l’organizzazione dello spettacolo teatrale sulla figura di Giorgio Ambrosoli e l’invito gratuito per la serata musicale inaugurale di “Arezzo Classica”.
Durante il convivio sono stati consegnati i sigilli ai nuovi iscritti alla presenza delle istituzioni e le targhe celebrative per coloro che hanno raggiunto il traguardo dei 50 anni di iscrizione all’Ordine.
La serata si è conclusa con la rappresentazione dello spettacolo teatrale de “La Compagnia del Polvarone” dal titolo “E’ non badare”.