Meningite, effettuata la profilassi ai contatti stretti della 21enne deceduta in Valdarno

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medico malati ospedale virus
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Quali sono i contatti stretti, chi colpisce maggiormente e come funzionano i vaccini. Ecco tutte le informazioni al cittadino

AREZZO – Il caso di meningite da meningococco B che si è registrato ieri in Valdarno, con il decesso di una ragazza di 21 anni, riaccende l’attenzione su una malattia subdola e con conseguenze spesso fatali.

La Asl Toscana sud est, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, ha subito sottoposto a profilassi tutti coloro che, essendo contatti stretti della giovane, rientrano nei casi previsti da apposita circolare ministeriale. Si tratta di una decina di persone.

Nella valutazione di contatto stretto, si considerano:
a) i conviventi, compreso l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza);
b) chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del paziente;
c) le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, scambio di stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli);
d) i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente.

“La sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre – spiega Teresa Maurello, direttore della U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica della Sud Est –  in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Il periodo di incubazione è generalmente 3-4 giorni (da 2 fino a 10 giorni)”.

Tra i fattori che favoriscono lo sviluppo della meningite meningococcica devono essere ricordati:

  • l’età: queste patologie colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni, e anche gli adolescenti e i giovani adulti. L’introduzione dei vaccini nel calendario vaccinale pediatrico e dell’adolescente stanno riducendo il numero dei casi in questa fascia di età;
  • la stagionalità: la malattia è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici si verificano durante tutto l’anno.

Visti i dati di incidenza di questa malattia, il vaccino è offerto gratuitamente ai neonati nel primo anno di vita, a partire dai nati nel 2014. La vaccinazione contro il meningococco B e C è offerta gratuitamente, senza limite di età, anche ai portatori di alcune malattie croniche che rappresentano fattori di rischio. Per esempio alcune forme di anemia, malattie del sistema immunitario, diabete tipo 1, malattie polmonari croniche, insufficienza renale cronica , insufficienza surrenalica, alcoolismo cronico, infezione da HIV, malattie epatiche croniche gravi, perdita di liquido cerebrospinale, trapiantati o candidati al trapianto, riceventi fattori della coagulazione concentrati, splenectomia (mancanza della milza), fino ai soggetti che convivono con pazienti affetti da queste patologie. Per tutti gli altri, è possibile vaccinarsi in copagamento.

I lattanti di età a partire dai 2 mesi devono ricevere 4 dosi di vaccino. I bambini non precedentemente vaccinati, di età compresa tra i 2 ed i 10 anni, devono ricevere 2 dosi di vaccino con un intervallo tra le dosi di almeno di 2 mesi. Gli adolescenti di età pari o superiore agli 11 anni e gli adulti devono ricevere 2 dosi di vaccino con un intervallo tra le dosi di almeno di 1 mese. Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.

La malattia da meningococco può manifestarsi con diverse forme cliniche: oltre alla meningite, il meningococco può causare sepsi meningococcica: un quadro clinico molto severo, per la presenza del meningococco nel sangue con febbre alta, ipotensione, petecchie, insufficienza di uno o più organi fino anche ad un esito fatale. La malattia può avere complicazioni anche gravi, con possibili esiti permanenti. Il meningococco è un batterio che risente delle variazioni di temperatura; fuori dall’organismo sopravvive solo per pochi minuti.