Otto racconti autobiografici, a Pieve ospite d’onore Pupi Avati

Domenica 15 settembre è il giorno del vincitore del Premio Pieve Saverio Tutino 2019 e degli 8 finalisti della manifestazione. La premiazione inizierà alle 16.30 in piazza Plinio Pellegrini a Pieve Santo Stefano, con la cerimonia delle “Otto racconti autobiografici” per la regia di Guido Barbieri che intervisterà gli otto diaristi finalisti – Ada Ascari per Adler Ascari e M., Domenico Cipolat per Italo Cipolat, Maria Rosa Acri Borello per Eugenia Dal Bò, Maria Antonietta Giannone per Antonio Di Rosa, Teresa Pacetti, Lino Martini per Cesare Pitoni, Michelle Bassanesi per Camilla Restellini, Stefano Salimbeni per Orlando Salimbeni.

Adler Ascari e M. rimarranno uniti per tutta la vita da un amore che nonostante gli anni trascorsi lascerà intatte le passioni fisiche e verbali; l’Africa con la sua natura selvaggia e violenta è al centro del racconto “Hadisi” di Italo Cipolat; Eugenia Dal Bò è una “Figlia del Risorgimento”. Nasce all’indomani dell’Unità d’Italia e muore alla vigilia della proclamazione della Repubblica; quella di Antonio Di Rosa, “El Pibe”, è la storia di chi ce l’ha fatta. A 15 anni Antonio parte dall’Argentina con 8 dollari in tasca, determinato a realizzare i suoi sogni; Teresa Pacetti nasce nel 1931 in piena epoca fascista. Esaltata dall’entrata in guerra dell’Italia, di giorno in giorno assiste impotente allo sgretolarsi di tutte le sue certezze, è “La caduta degli idoli”; Cesare Pitoni è un soldato della Grande Guerra. Le ore trascorse in trincea sono spaventose e interminabili. Il sergente Pitoni non può confessarlo nemmeno al suo diario e decide di usare la crittografia per scrivere le parti più intime e compromettenti; Camilla Restellini è socialista e pacifista, moglie di Giovanni Bassanesi, a sua volta socialista e pacifista, fotografo e intellettuale. La sua memoria è una denuncia dell’orrore dei manicomi criminali; dai minuscoli borghi del Montefeltro Orlando Salimbeni vive direttamente e indirettamente gli avvenimenti più importanti del Novecento. Dal 1943 il suo territorio diventa campo di battaglia per fascisti e antifascisti.

Pupi Avati ospite d’onore. Il maestro del cinema italiano ha da poco festeggiato 50 anni di carriera da regista. Non ha mai chiesto ai personaggi dei suoi film di essere più di quello che in realtà sono, osservando persone e luoghi reali e restituendoli per intero. Ritirerà il Premio Città del diario nel giorno del trentacinquesimo compleanno del Premio Pieve.

La giornata di domenica 15 settembre si apre alle 9.30 nella Piazzetta delle Oche con il tradizionale incontro tra i diaristi della lista d’onore e la commissione di lettura dell’Archivio dei diari. La mattinata è coordinata da Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale e accompagnata dagli interventi musicali della Pieve Jazz Big Band e dalle letture di Donatella Allegro e Andrea Biagiotti. Durante l’incontro anche la consegna del Premio Speciale “Giuseppe Bartolomei” attribuito dalla commissione di lettura a Franco Bermond per l’epistolario “In dialogo con la morte”, 1917, e il Premio per il miglior manoscritto originale attribuito dall’Archivio diaristico nazionale ad Alberto Marino per “62 diari per una vita”, diario/memoria 1907-1967.