Quale sarà il tormentone estivo 2019?

Nella Divina Commedia la dimensione musicale è una delle più affascinanti e meno studiate. 

Lungo tutta l’opera, Dante si dimostra esperto della musica a lui contemporanea e utilizza metafore e simbologie musicali in modo coerente e continuo per parlare dell’argomento centrale del suo poema: l’ di Dio.

Il concetto di musica come ordine e proporzione rispecchia per Dante l’armonia dell’universo e dell’essere umano.

La musica è quindi simbolo dell’ascesa.

Dall’eterna negazione dell’amore nell’Inferno, passando per l’amore imperfetto ma tendente alla perfezione del Purgatorio, fino all’espressione dell’amore assoluto del Paradiso.

Se nell’Inferno la varietà dei timbri produce la cacofonia della disperazione, nel Purgatorio riconcilia la diversità nella comunione del canto e nel cielo del Paradiso la varietà produce godimento.

Che cosa c’entra Dante con i tormentoni estivi, quelle canzoni che spesso timbrano in modo indelebile i nostri ricordi?

A dirla tutta probabilmente poco ma proviamo ad immaginare che anche per Dante esistesse questa grande tradizione italiana, puntuale ed “eternamente” uguale a se stessa, ovvero il estivo.

Se c’è una cosa che piace un sacco agli italiani è l’abitudine.

Ci piace che tutto resti esattamente com’è, abbiamo paura dei cambiamenti e del rischio delle novità.

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Francesco di

Le canzoni di , ad esempio, rispecchiano da sempre una tradizione a metà tra il cantautorato e la musica leggera, parlano di sentimenti e sono sempre molto politically correct.

Ci piace poi raccontare quanto sia amministrato male il nostro Paese, pur mostrandogli sempre l’amore che proviamo.

È la nostra identità.

Gattopardi orgogliosi di quello che abbiamo, con poca attitudine a metterci la faccia ma che alla fine la sfangano sempre in qualche modo.

E probabilmente sappiamo davvero cos’è la felicità.

È dal dopoguerra che verso fine aprile chi fa musica e chi la vende comincia a pensare a qualche strofa che giri attorno ai concetti dell’.

E’ una tradizione tutta nostra, forse nostalgia delle belle estati di un tempo.

Un filo che ci lega ai vicini di ombrellone con cui ci ritroviamo a fischiettare la stessa melodia.

Colonne sonore nei momenti di relax e svago.

A fare di una canzone un tormentone estivo spesso è il ritmo frizzante e un ritornello molto orecchiabile, che proprio non puoi fare a meno di cantare.

Il tormentone estivo riesce a farti ballare da giugno a settembre.

Riascoltandolo a distanza di anni, riesce a riportarti indietro nel tempo, facendoti tornare alla memoria ricordi che pensavi sfumati: spiagge, feste al tramonto e quella sensazione che anche quest’anno l’estate non finirà mai.

Chi non ricorda due ritornelli che sono diventati assoluti tormentoni estivi negli ultimi anni?

 di Fabio e Gianni Morandi ha superato le 65 milioni di visualizzazioni su youtube e non c’è radio che non l’abbia trasmessa almeno dieci volte al giorno.

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Fabio Rovazzi – foto di Luca Brunetti

Tra le granite e le granate di Francesco Gabbani ha invece raggiunto 30 milioni di visualizzazioni lanciando un ritornello ipnotico, quel E state che con taglio sarcastico racconta gli stereotipi dell’italiano in vacanza e del divertimento a tutti i costi.

Ci sono alcune canzoni che basta ascoltarle per iniziare subito a percepire il profumo dell’estate.

Pensiamo ad esempio a Vamos a la playa dei Righeira, la madre di tutti i tormentoni.

Alcuni critici sostengono che proprio dopo questa canzone e il suo successo strepitoso sia stato coniato il termine tormentone.

Davvero incredibile.

Un altro aspetto da non sottovalutare nel successo di un tormentone estivo è quello sociale.

Se tutto il mondo intorno a noi canta la stessa canzone e se i nostri amici più cari ci suggeriscono lo stesso pezzo, ciò implica che avremo maggiori possibilità di ascoltare ed apprezzare quella canzone.

Spesso basta una frase a far diventare virale una canzone e fare in modo che ci segua nelle nostre giornate: basti pensare ad Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi.

Ecco.

Il tormentone estivo è una canzone stagioovanottinale in senso climatico e psicologico.

Una canzone positiva e ritmata, ideale per fare da colonna sonora alle nostre vacanze

Jovanotti
– foto di Luca Brunetti

Ci svegliamo con quella melodia in testa e ce la portiamo al , in palestra, all’aperitivo con gli amici.

Pensiamo a Stasera mi butto di Rocky Roberts e L’estate addosso di Jovanotti.

E ancora Sofia di Alvaro Soler o Despacito di Luis Fonsi.

Tra un aperitivo e una spaghettata di mezzanotte, in infradito o in pareo, non puoi certo metterti a fischiettare il Requiem di Albinoni.

Ma Nord Sud Ovest Est degli 883 invece si.

Anche oggi che sono scomparsi i jukebox e il Festivalbar non va più in onda da molti anni, tutti continuiamo ad ascoltare e riascoltare il nuovo disco dell’estate di successo.

Pur volendo, non c’è scampo.

E quale sarà il tormentano dell’estate 2019?

 

QUALE SARA’ IL TORMENTONE ESTIVO 2019?

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