Quando è l’agricoltore a fare street food

Quando è l’agricoltore a fare street food, via libera in commissione Sanità ai chioschi con prodotti fatti in casa.

Scaramelli: “La sostiene le produzioni locali e di filiera“.

Via libera in Commissione sanità al Regolamento di attuazione della regionale sulle “Disposizioni per la lavorazione, la trasformazione e il confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza aziendale”.

Street Food

L’approvazione dà forma ai di confronto tecnico e politico che hanno portato all’introduzione di novità assolute sui requisiti per civili abitazioni e strutture mobili (street food). Dopo l’innovativa legge che la Regione Toscana aveva prodotto nel 2018, che consente di semplificare e salvaguardare le piccole realtà agricole, le nuove disposizioni consentono di trasformare, lavorare e confezionare piccoli quantitativi di prodotti da destinare alla vendita e alla degustazione nella della propria abitazione e non solo. Con il regolamento, infatti, mettiamo le piccole realtà agricole nelle condizioni di poter valorizzare il proprio e le produzioni su piccola scala“.

A dirlo Stefano Scaramelli, presidente della commissione sanità in Regione, che ha competenza proprio in materia di igiene e degli alimenti.

Il Regolamento spiega Scaramelli introduce e trasmette il concetto secondo il quale la sicurezza alimentare non è necessariamente legata alla tipologia del fabbricato o alla sofisticatezza tecnologica degli impianti o degli strumenti utilizzati ma può, in determinate produzioni, essere garantita anche dalla professionalità e dall’esperienza dell’operatore nella gestione dei suoi impianti ancorché modesti, dei suoi processi e dall’igiene adottata.  Questo significa che nel dettagliare i comportamenti utili per mantenere in buono stato igienico i locali, le superfici e gli strumenti utilizzati per le attività previste dalla legge regionale, i prodotti possono essere lavorati, trasformati e confezionati anche in  locali polifunzionali ovvero in strutture mobili e in tutti quei locali che sono nella disponibilità dell’agricoltore come la cucina della propria abitazione. La novità assoluta del Regolamento è proprio l’introduzione del concetto di street food, ovvero di strutture mobili quali padiglioni, chioschi di vendita, banchi di vendita autotrasportati“.

Marmellate, salumi, legumi, miele, vino, carni, solo per citarne alcuni, in Toscana, dopo l’approvazione del testo in Aula, potranno essere trasformati e venduti anche dal piccolo imprenditore agricolo in casa o in maniera ambulante, come lo street food.

Introducendo il criterio conclude Scaramellisecondo il quale ad essere importante non è la forma, l’altezza, le dimensioni di una cucina bensì le buone pratiche di lavorazione, buone pratiche igieniche e tutte quelle procedure necessarie a evitare pericoli di contaminazioni, la Regione Toscana offre uno strumento in più per preservare e sostenere le produzioni locali e la filiera corta apportando benefici al nostro sistema economico e agricolo. Da un approccio meramente quantitativo ad uno squisitamente qualitativo in cui cultura e tradizione potranno incidere nel dare valore aggiunto ai prodotti toscani”.

Street Food