Settimana ricca di appuntamenti alla Feltrinelli. Sabato alle 21 ci sarà Alessio Boni

Giovedì 10 alle ore 18 prosegue la rassegna dell’Associazione “Segni Concreti” con la presentazione del libro “Il Suono della Solitudine” di Michele Marziani (ediciclo)

Il Libro
Lo scrittore Michele Marziani ci porta per mano a conoscere i lati affascinanti (ma anche quelli più pericolosi) della solitudine, “un sentiero di crinale sullo spartiacque della vita, una vertigine permanente”. Partendo dall’assunto che “il segreto non è piacere agli altri, ma vivere come piace a te”, l’autore racconta di come vivere in modo solitario aiuti ad avere meno paura del mondo, meno credulità, a far viaggiare il pensiero creativo, ci doni più libertà, più desiderio di fare le cose. E’ una dimensione che non è per tutti. Occorrono fortuna e buona salute, ma non sono requisiti sufficienti. La solitudine bisogna conquistarla, essere disposti a pagarla, amarla. Trovare il coraggio di stare in equilibrio su un abisso, su un vuoto dove si può precipitare in ogni attimo e finire laggiù, nel mondo dei soli. La solitudine è un cammino su una fune, verso una vita più ricca, più autentica, per la quale vale la pena di spendersi, ma dove ogni passo va fatto con sorriso e consapevolezza.

Michele Marziani
Dopo vent’anni di giornalismo dedicato ai temi sociali, all’ambiente, alla valorizzazione dei territori e della cultura enograstronomica italiana, nel 2007 abbandona tutte le collaborazioni giornalistiche, per dedicarsi soprattutto alla narrativa, pur proseguendo nella pubblicazione di saggi di viaggio e cultura materiale. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo La trota ai tempi di Zorro, in cui gli anni di piombo sono visti attraverso gli occhi ingenui e curiosi di un ragazzino che trova nella pesca alla trota la chiave di lettura del mondo, una possibilità di conoscenza e di riscatto rispetto al cinismo della vita. Seguono Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta (2008), storia di un broker finanziario che lascia un remunerativo lavoro per fare il meccanico di biciclette e il suo negozio a Milano diviene crocevia di incontri, amori, pensieri, avventure; La signora del Caviale (2009), ambientato in una comunità di pescatori di storioni nel basso corso del fiume Po durante la seconda guerra mondiale; Barafonda (2011), storia dura, scomoda, poetica, ironica, per raccontare i piccoli e grandi mali del nostro tempo, e la raccolta di racconti Un ombrello per le anguille (2012), in cui i pesci, come le parole, raccontano di pesca, di vita, ricordi, sensazioni, sentimenti, albe e fiumi, nostalgie. Nel 2013 pubblica Nel nome di Marco, un romanzo in cui il mito del ciclista Marco Pantani, tra ascesa e caduta, viene ripercorso nella personale vicenda del protagonista, un ex sacerdote che ha lasciato la tonaca per sposare la donna che ama, ma che vive come una punizione la sofferenza per la malattia e la “diversità” del figlio, affetto dalla sindrome di Down, nato da quel matrimonio. Nel 2014 diventa direttore editoriale di Antonio Tombolini Editore marchio editoriale di StreetLib. Nello stesso anno pubblica il romanzo Fotogrammi in 6×6, dove attraverso una serie di frammenti narrativi ripercorre la storia di un terrorista rosso durante gli Anni di piombo. Nel 2017 pubblica il romanzo La figlia del Partigiano O’Connor, una storia al femminile che attraversa l’Ossola, l’isola di Ventotene, Barcellona e l’Irlanda sulle orme di Malachy O’Connor, combattente irlandese per la libertà. Nel 2018 arriva in libreria con Il suono della solitudine, un libretto a metà tra un saggio e un memoir, dove sostiene che “il segreto non è piacere agli altri, ma vivere come piace a te”.

  • Venerdì 11 ore 21 incontro con l’Associazione Arezzo Psicosintesi (www.arezzopsicosintesi.org)
  • Sabato 12 ore 17.30 presentazione del libro “Saggi Logico Fenomenologici” di Luca Pantaleone (edizioni Clinamen)

il libro:
Sembra di per sé scontato dire che abbiamo un corpo e una mente. Ma questa convinzione, a un più attento esame, si rivela non sufficientemente dimostrata e rischia costantemente di cadere nell’illusione dei sensi e del pensiero. Il presente lavoro esplora l’origine di questa convinzione, prendendo le mosse dall’adagio cartesiano per cui «di tutto è lecito dubitare». Nondimeno, questa convinzione sembra in sé inoppugnabile, logicamente ben fondata. La trattazione conduce alla conclusione che sia in realtà possibile giustificare alcuni principi basilari della logica classica, e ciò proprio grazie a quell’esperienza del radicale dubbio cartesiano da cui l’unità inscindibile tra mente e corpo sembra emergere con grande chiarezza. L’autore delinea una logica fondata sulla fenomenologia dell’appercezione in quanto esclusiva evidenza nell’esperirsi della coscienza, ma la cui universalità viene messa in discussione da una inesausta esigenza di veri-fica in un mondo che ha la primitiva e costante necessità di essere filtrato da atti intenzionali soggettivi per esse-re percepito come tale.

  • Sabato 12 ore 21 presentazione del libro “Breve Storia Triste del Mondo” (Baldini+Castoldi) di Nina Verdelli, interverranno Alessio Boni e Ivan Cotroneo

il libro:
«Breve storia triste» è il tormentone che impazza sui social. Un format narrativo che mixa brevitas e levitas, con cui il popolo della rete ama raccontare le proprie piccole-grandi sfighe del quotidiano. Nina Verdelli, giornalista, da sempre attratta dai fenomeni online, è stata tra le prime ad accorgersi di questo divertente fenomeno e nel novembre 2018 scrive un articolo per il mensile «Glamour». «Breve storia triste. C’era una volta una pianta, poi la regalarono a me. Fine.» Frasi brevi, appunto, leggere ma incisive con le quali le persone, giovani e meno giovani, si sbizzarriscono a descrivere i loro «malanni» quotidiani. Nel corso degli anni, vari account su Facebook e Instagram si sono autoproclamati collettori di queste storie, macinando numeri ragguardevoli. La più ricca tra le pagine Facebook sfiora i 300mila like. L’hashtag su Instagram raccoglie gli oltre 114mila post. In questo volume la Verdelli applica questo format narrativo per ironizzare sul panorama storico-culturale attuale. I sette capitoli sono dedicati rispettivamente alla descrizione dei film che hanno fatto la storia del cinema, delle serie tv diventate cult, dei cartoni animati che hanno colorato l’infanzia dei Millennials (e hanno fatto ringiovanire i genitori), dei libri che tutti ci proponiamo di leggere prima di morire, dei periodi e personaggi storici più iconici, della vita quotidiana e delle abitudini social. Frizzante, leggero e godibilissimo, il libro si propone di diventare una specie di «gioco di società» da leggere insieme con gli amici. Una degna sostituzione del Trivial Pursuit, le cui domande continuano a mettere in imbarazzo tutti i presenti
L’Autrice:
Dopo la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano e un Master in Relazioni Internazionali presso la New York University, l’autrice, classe 1985, si è occupata di spettacolo, lifestyle, magazine, siti web, social media ed eventi sul territorio. E Breve storia triste (del mondo) segna il suo esordio in libreria.
Alessio Boni:
C’è un motto che caratterizza Alessio Boni fin da adolescente: “Se il tuo mondo non ti permette di sognare, scappa verso un dove puoi”.A 19 anni, conseguito il diploma di ragioneria, lascia il lavoro di piastrellista e il lago d’Iseo, dove è nato. Non immagina che non ci tornerà più e che, dal quel momento, non si fermerà più. Non sa ancora quale sia il suo sogno. Lo cerca a Milano (in polizia), in America (dove fa di tutto: newspaper delivery boy, lavapiatti, babysitter), poi nei villaggi turistici (come animatore).Lo trova finalmente a 22 anni, la prima volta che va a teatro. Vede La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, che gli cambia la vita. Da lì, l’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma; incontri importanti con maestri come Andres Rallis, Orazio Costa Giovangigli, Peter Stein; gli anni di tournée teatrale con Giorgio Strehler e Luca Ronconi; il debutto sul piccolo schermo con La donna del treno per la regia di Carlo Lizzani, e sul grande con La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana.L’interpretazione di Matteo Carati gli fa da trampolino di lancio. La sua carriera professionale spicca il volo e, ruolo dopo ruolo, scopre nuovi mondi in cui sognare: interpreta Caravaggio, Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari, Ulisse e perfino Dio nello spettacolo teatrale Il visitatore diretto da Valerio Binasco.Nel 2019 è al cinema con Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello e Non sono un assassino di Andrea Zaccariello. È stato in televisione con La compagnia del cigno di Ivan Cotroneo e con un cameo ne Il nome della rosa, fiction internazionale firmata Giacomo Battiato, ispirata al romanzo di Umberto Eco e alla trasposizione cinematografica di Jean-Jacques Annaud. In autunno tornerà sul piccolo schermo con la seconda stagione della fortunata serie Rai La strada di casa.Nel contempo, varcati i 50 anni, dopo circa 30 trascorsi tra palco e set, la curiosità lo ha portato anche “dall’altra parte della barricata”. Nel 2015 ha esordito alla regia teatrale con lo spettacolo I duellanti tratto dal libro di Joseph Conrad. Quest’anno si è cimentato con il capolavoro di Miguel de Cervantes, Don Chisciotte, di cui ha curato la regia e interpretato il protagonista.
Ivan Cotroneo:
Ivan Cotroneo è nato a Napoli, il 21 febbraio del 1968.Nato a Napoli, dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza si trasferisce a Roma, dove nel 1992 si diploma in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. I suoi primi approcci con il cinema avvengono grazie al regista Pappi Corsicato, per il quale Cotroneo scrive l’episodio La stirpe di Iana incluso nel film collettivo I vesuviani e la sceneggiatura del lungometraggio Chimera.Nel 1999, edito da Bompiani, pubblica una raccolta di citazioni intitolata Il piccolo libro della rabbia. Nello stesso anno ha collaborato alla sceneggiatura di In principio erano le mutande di Anna Negri, assieme a Renato De Maria e Francesco Piccolo ha scritto la sceneggiatura di Paz!, portando sul grande schermo i personaggi creati da Andrea Pazienza. Nel 2003 collabora con Daniele Luchetti e Stefania Montorsi per Dillo con parole mie e scrive per Alex Infascelli il cortometraggio L’ultimo giorno. Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo, Il re del mondo, mentre nel 2005, sempre edito da Bompiani pubblica il romanzo Cronaca di un disamore.Cotroneo ha lavorato come sceneggiatore per diverse produzioni televisive, come fiction e miniserie tv, come Un posto tranquillo e Raccontami una storia. Sempre per la televisione, ha fatto parte del team di autori del programma L’ottavo nano, di Serena Dandini e Corrado Guzzanti, per la Dandini è stato inoltre autore per tre stagioni del talk show Parla con me. Oltre al cinema e alla televisione, Cotroneo lavora anche per il teatro, ha adattato l’edizione italiana di Closer di Patrick Marber e Le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis, inoltre ha scritto alcuni spettacoli comici e ha scritto per Claudio Gioè il monologo Se stanotte sono qui.Nel 2007 collabora alla sceneggiatura di Piano, solo, adattamento cinematografico di un libro di Walter Veltroni, nello stesso anno pubblica il suo terzo romanzo, La kryptonite nella borsa. Nel 2008 scrive assieme a Maria Sole Tognazzi L’uomo che ama, film d’apertura del Festival Internazionale del Film di Roma 2008, e torna a scrivere la televisione, con la fiction Tutti pazzi per amore, di cui è autore del format originale, e un nuovo adattamento televisivo di Pinocchio. Nel 2009 ha scritto insieme a Sandro Petraglia e Fidel Signorile la sceneggiatura di “La prima linea” di Renato de Maria, e insieme a Barbara Alberti, Walter Fasano e Luca Guadagnino la sceneggiatura di “Io sono L’amore”. Insieme a Ferzan Ozpetek nello stesso anno scrive la sceneggiatura del film di Ferzan Özpetek Mine vaganti, vincitore del Globo d’Oro 2010 per la migliore sceneggiatura e candidato, per la sceneggiatura, al David di Donatello e al Nastro d’argento 2010.Nell’ottobre del 2007 Bompiani pubblica il suo quarto libro, Un bacio. Sta lavorando all’adattamento cinematografico del suo romanzo “La kryptonite nella borsa”, la cui sceneggiatura è scritta, oltre che da Cotroneo, da Monica Rametta e Ludovica Rampoldi. Il film verrà prodotto dalla Indigo Film di Francesca Cima e Nicola Giuliano.È il traduttore ufficiale per l’Italia delle opere di Hanif Kureishi e Michael Cunningham.