Tagli ai comuni nati da fusione: se la decisione del governo non cambia, Pratovecchio Stia rischia un taglio di 271 mila euro

A lanciare l’allarme è il di Nicolò Caleri, che dopo aver partecipato all’incontro convocato lo scorso giovedì a Roma da Anci, si è detto preoccupato per gli investimenti programmati nel territorio comunale che dopo i tagli annunciati dal governo rischiano di non concretizzarsi.

Il taglio di 271 mila euro annunciato dal governo ci obbligherà a bloccare ogni investimento ulteriore per il 2019 e probabilmente a dare anche una stretta sulle spese correnti, mettendo a rischio la realizzazione di progetti finanziati per i quali è previsto il cofinanziamento del – ha dichiarato Caleri – al momento stiamo lavorando con gli uffici della ragioneria per garantire comunque la stabilità finanziaria dell’ente e riuscire al contempo a non perdere fondi provenienti da bandi vinti. Speriamo che l’appoggio incondizionato di Anci possa aiutarci a far mutare posizione al e al governo intero”.

A chiedere un incontro urgente al Governo e al Parlamento per la garanzia nel 2019 dei necessari e promessi ai comuni che hanno scelto la fusione, durante l’incontro di Roma è stato anche Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e presidente della commissione finanza locale dell’Anci.

C’è un patto repubblicano tra lo Stato e i Comuni – spiega Guerra – per il quale i Comuni hanno diritto per dieci anni al 60% dei trasferimenti che ricevevano nel 2010. A metà dell’esercizio finanziario 2019 non sono sostenibili tagli che arrivano fino al 58% sui contributi e sugli incentivi alle fusioni. In questo modo si finisce per scardinare i bilanci, anche quelli spesso costruiti da commissari prefettizi che hanno preso la gestione degli enti dopo l’approvazione delle leggi istitutive delle fusioni”.

“Oltre ai risparmi ed ai risultati di sistema, grazie ai Comuni fusi – sottolinea il rappresentante Anci – lo Stato quest’anno risparmia, ad esempio, molti milioni di euro sui fondi e contributi destinati ai piccoli Comuni per spese di investimento in interventi di messa in , efficientamento energetico e sviluppo del territorio, in quanto i Comuni più grandi nati dalle fusioni ricevono contributi inferiori a quelli che avrebbero ricevuto da separati”.

“Ripristiniamo il dovuto per quest’anno – ha concluso Guerra – superata questa e garantita ai Comuni fusi la possibilità di chiudere i loro bilanci siamo pronti come Anci ad un confronto, in vista della prossima di bilancio, sulle prospettive, sui criteri e sulle modalità di sostegno ad interventi di razionalizzazione, efficientamento e adeguamento del sistema delle autonomie locali”.