Tassa sui migranti: la più odiosa

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Sul decreto sicurezza disobbedienza civile.

Poche ore fa, Papa Francesco nel ricordare i nemici della politica a servizio della pace citava la xenofobia e il razzismo. Il Pontefice ricordava che “ Oggi più che mai , le nostre società necessitano di ‘ artigiani della pace ‘. Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad  accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza “. 

Alla campagna nazionale di violenza mediatica fa seguito il decreto sicurezza che riporta in clandestinità larga parte dei migranti accompagnandolo con misure odiose come la tassa sulle rimesse al di sopra dei 10 euri con un prelievo dell’1,5%. Si tratta di scelta xenofoba che va a colpire tanti lavoratori e lavoratrici che pagano le pensioni italiane e che vedono tagliati i risparmi che a costo di sacrifici vanno a sostenere famiglie rimaste nei paesi d’origine.

L’Osservatorio dei cattolici democratici DEMOS ripensa all’Italia paese di emigrazione, alla storia italiana dell’Ottocento e del primo Novecento, al miracolo italiano sostenuto anche dalle rimesse monetarie di migliaia d’italiani dai paesi d’immigrazione. Oggi la scelta di discriminazione razziale del governo gialloverde va a colpire il transfer money delle nostre comunità.

Da tempo DEMOS s’interroga per Arezzo e più in generale sul significato di essere comunità. Sembra che gli attuali governanti siano spinti da una incultura dell’odio, della divisione, che va a sbattere contro il dovere governativo alla coesione sociale. Si segue l’onda malpancista dei populismi andando alle fiaccolate con la fascia tricolore e si rilanciano a piè sospinto i cartelli rozzi e volgari che sostituiscono le scritte con “ attenti al cane “ con “ attenti che sparo “, tanto per collegare esempi nostrani, aretini, al discrimine nazionale dell’ 1,5 % sulle rimesse dei migranti.

Il decreto sicurezza del ministro dell’Interno è una nefandezza e gli amici di DEMOS chiamano i movimenti, le associazioni, il sindacato, gli amministratori democratici ad animare una campagna di disobbedienza civile.

Si colpisce chi contribuisce a pagare le nostre pensioni, si dimenticano gl’italiani d’Argentina, i lavoratori italiani in Belgio, in Germania, in Svizzera, per fare solo alcuni esempi della nobiltàdel lavoro. 

No alla tassa più odiosa, quella sulle rimesse dei migranti.

DEMOS sottolinea tre esempi: locale, internazionale, nazionale e fa una richiesta: il recente incontro aretino con Don Biancalanianimato dalla Fraternità Federico Bindi; l’appello per un mondo molteplice e colorato di un politico conservatore come Angela Merkel e la dichiarazione di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, che sospende per il suo Comune il decreto sicurezza.

DEMOS chiede che il sindaco di Arezzo, insieme ai sindaci di tutta la Provincia sospendano  gli effetti del decreto sicurezza.

DEMOS Osservatorio cattolici democratici