Tercas e le altre (Banca Etruria), chi paga danni per la decisione illegittima della Commisione UE

“Prendo atto con sollievo della storica sentenza che ha accolto il ricorso presentato da Banca Popolare di Bari, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e Ministero dell’Economia contro la decisione di Commissione Europea e Direzione Concorrenza UE di impedire l’intervento del FITD a salvataggio di Tercas, in quanto aiuto di stato, con conseguente bocciatura di analoghi interventi preventivi a soluzione delle in cui versavano nel 2015 , Banca Marche, CariFerrara e CariChieti .
E’ evidente quindi, senza tanti giri di parole, che Banca Etruria e gli altri 3 istituti commissariati avrebbero potuto essere ricapitalizzati dal Fondo, a conti fatti con oneri molto inferiori di quanto è venuto a pesare ad oggi rimetterle in piedi e farle acquisire da altri istituti (si calcola un costo di oltre 5 miliardi di Euro). Per Tercas la soluzione per mitigare la scure europea era stata trovata, e il Tribunale UE di primo grado ha avallato ieri quella procedura, annullando le decisioni comunitarie che aveva allora impedito l’intervento del FITD nel salvataggio, e bloccando illegittimamente un intervento già allo per risolvere la crisi di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti.
Val la pena ricordare, seppure con amarezza, che prima del decreto cosiddetto salva banche, Fisac Cgil lottò per affermare analogie tra la crisi delle 4 banche e Tercas, presentando ad esponenti politici ed istituzionali uno studio in cui si contestava tra l’altro la svalutazione capestro dei crediti deteriorati (quel 17,65% che divenne valore di riferimento per gli stock di npl in pancia agli istituti italiani), che tanto contribuì a spingere le 4 banche dritte dentro il baratro. Non fummo ascoltati, il veto europeo era improvvisamente diventato un muro invalicabile.
All’indomani di una sentenza europea così importante, il presidente dell’Abi Pautelli chiede le dimissioni della Commissaria Vestager, il rimborso delle banche danneggiate dalle conseguenze delle decisioni illegittime di Commissione Europea e Direzione Concorrenza UE, e di tutti gli azionisti ed obbligazionisti azzerati dalle risoluzioni delle 4 banche.
Bene, ma basta così? Quella sorta di bail-in retroattivo messo frettolosamente in piedi dall’allora governo in carica per risolvere uno spinoso problema, forse più politico che economico e finanziario, ha fatto scempio del rapporto tra banche, dipendenti e clienti (influendo senza dubbio in maniera negativa anche sulle dinamiche tra esigenze economiche dei territori ed erogazione del credito), con effetto domino in tutto il sistema. Le vite di svariate centinaia di dipendenti bancari e delle rispettive famiglie sono state trasformate in un incubo penale giudiziario ancora lungi dall’essere concluso; i lavoratori sono in breve diventati criminali, sono stati perseguitati dalla stampa e dalle tv, infine indagati e rinviati a giudizio per aggravata per la vendita di titoli azzerati da un decreto conseguente ad una decisione europea illegittima, basata su interpretazioni di alcuni (a questo punto incompetenti) tecnocrati europei. Comuni cittadini ancora oggi oggetto di sfiducia, diffidenza e biasimo, poiché la collettività li ha già giudicati colpevoli, e lasciati soli nell’indifferenza di tutti, istituzioni comprese. Come esponente di Fisac Cgil auspico anzitutto la loro completa assoluzione. Sono infine fiduciosa nella possibilità di un qualche percorso risarcitorio, posto che nessuna misura potrà mai restituire loro la serenità (e in taluni casi la ) persa negli ultimi 4 anni”.
Intervento di Maria Agueci, segretaria Fisac CGIL e dipendente UBI ex Etruria