Tozzi: “alluvioni? Troppa cementificazione ed errata percezione del rischio”

Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico in tv e non solo, questa mattina è stato protagonista di un incontro, promosso da Nuove Acque, che con questo evento chiude le “celebrazioni” del 20esimo anno di attività. “I cambiamenti climatici e il futuro della risorsa idrica”, questo il tema dell’appuntamento che ha visto nella platea del Teatro Petrarca di Arezzo anche molte scolaresche.

“Se il clima muta abbiamo, per esempio, più perturbazioni violente. Queste portano a cadere più acqua in meno tempo. Quell’acqua va perduta, difficilmente si infila nel sottosuolo come dovrebbe fare naturalmente e andare a rimpinguare le falde acquifere, resta in superficie, finisce il fiume, poi ritorna al mare. Dunque alteriamo il ciclo dell’acqua, più che le quantità d’acqua. Quelle restano grosso modo le stesse. E questo non è un bene” ha spiegato Tozzi.

Quali quindi le misure da intraprendere contro i disastri causati da bombe d’acqua ed alluvioni? Lo scorso luglio Arezzo ha pagato salato il conto di questi fenomeni, addirittura con una vittima.

“Come in tutta Italia, abbiamo costruito troppo. Da un lato abbiamo costruito in eccesso rendendo il terreno troppo impermeabile e più pericoloso. Dall’altro, nessuno sta attento alle prescrizioni che si danno. Quando si sente la previsione meteo ed è confermata è bene non andare nei piani interrati o non mettersi alla guida. Non si devono fare tante cose che invece continuiamo a fare. Quindi, c’è un aspetto del rischio che si aggiunge al rischio creato dove non c’era, costruendo per esempio dove non si doveva”.

Cosa possiamo fare? “dobbiamo convincersi che il cambiamento climatico dipende dalla nostra azione. Siamo noi stessi che possiamo farlo regredire, altrimenti rischia di essere troppo tardi”.

L’ad di Nuove Acque, Francesca Menabuoni ha aggiunto: “la risorsa idrica è sempre più scarsa e quindi da preservare maggiormente. Con la partecipazione anche del professor Tozzi abbiamo avuto un momento di riflessione oltre che sulla gestione del servizio anche sugli atteggiamenti da tenere per preservare l’acqua”.