Ad Arezzo chef e sommelier ‘diplomati’ in manovre salvavita

di Claudia Martini

Ventitré, tra chef e sommelier aretini, hanno ricevuto stamani attestato e vetrofania, da esporre nella propria attività, dopo aver partecipato ad un corso pilota, al momento unico in Toscana, per l’uso del defibrillatore e per praticare correttamente la manovra di Hemlich, per la disostruzione delle vie respiratorie, nel caso, del purtroppo frequente soprattutto in età pediatrica, boccone “di traverso”. Il corso è stato promosso dalla sezioni aretine dell’Ordine delle professioni infermieristiche, dell’Unione Regionale Cuochi Toscani e dell’Ais Toscana. Ed è stato patrocinato dalla Regione Toscana che oggi era presente alla consegna degli attestati con la vicepresidente del Consiglio Lucia De Robertis: “fa piacere vedere come la provincia di Arezzo continui a primeggiare in termini di protezione e sicurezza. Già da tempo è un esempio a livello di diffusione dei difibrillatori. È bello quindi vedere come ci sia la voglia di prendersi cura degli altri. Uno scambio che unisce eccellenze del territorio e professionalità: tra enogastronomia e sanità”.

I ventitré chef e sommelier lavorano ed hanno locali sia in città che in ogni zona della provincia, in modo da garantire una protezione capillare del territorio che si somma ai blsd già presenti in quasi tutte le località aretine. “Personale formato evita di trasformare un’emergenza in un evento fatale” ha concluso il presidente dell’Ordine degli infermieri di Arezzo, Giovanni Grasso.

Dopo che Arezzo ha fatto da apripista lo stesso corso verrà promosso anche nella altre province toscane.