“Chiusura forzata del centro commerciale per Coronavirus”: è una fake news. Carabinieri e Sindaco ”attenzione non condividete”


Una lettera con tanto di logo riprodotto de Centro commerciale Casentino è stata diffusa su Whats up gettando nel panico la vallata. Il testo riporta, come si legge nella foto, che il centro commerciale “verrà chiuso forzatamente causa Coronavirus”. Immediata la smentita dei carabinieri che hanno fatto accertamenti in tempi record e del sindaco che con un video su Facebook ha comunicato alla popolazione che si tratta di una fake news, di una notizia falsa, e di non condividerla assolutamente.
Il responsabile, che pare abbia agito per uno scherzo, definito dai carabinieri “poco comprensibile in questo delicato momento”, si è presentato spontaneamente in caserma. Sono in corso accertamenti sulla sua posizione e su quella della sua ristretta cerchia di amici.

Questa la comunicazione sui fatto da parte del comandante di Barbato di Bibbiena

Nel pomeriggio di oggi,24 febbraio 2020, è circolato tra diverse chat whatsapp presenti in Casentino tra palestre, mamme, aggregazioni varie, uno scritto riportante logo del Centro commerciale Casentino nel quale si annunciava la chiusura per l’emergenza coronavirus. Immediatamente intercettato dai Carabinieri di Bibbiena, venivano avviate una serie di verifiche volte a risalire ai responsabili della diffusione della falsa notizia, particolarmente grave in questa congiuntura. Acclarata anche con il Sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli e la direzione d’esercizio, la totale falsità di misure restrittive, attraverso la pagina Facebook dello stesso sindaco veniva immediatamente smentita la notizia con un breve intervento anche del Comandante della Compagnia Carabinieri e del direttore della Coop di Bibbiena.
I Carabinieri, vagliano la posizione del responsabile della redazione dello scritto, che si è dopo poco presentato spontaneamente al Comando Compagnia di Bibbiena, così come le posizioni di coloro i quali lo hanno condiviso in un contesto che partito come goliardico, si è tramutato in un vero e proprio procurato allarme. Così come alla base della vicenda, dal vi è anche l’ipotesi per la violazione dell’art. 656 c.p., norma che tutela l’ordine pubblico riguardo proprio alla diffusione delle cosiddetta Fake news.