CISL: CUP USL, senza code, ma con l’umanità e la competenza dei lavoratori

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La Cisl “sussulta” al comunicato sulla stampa in cui facendo riferimento alla delibera della regione Toscana sul dopo COVID- 19 si attribuiscono al Direttore generale le parole “il Cup con le persone in attesa non tornerà mai più”. I lavoratori del front office e la stessa Cisl, che rappresenta loro e tanti dei cittadini in fila, sono amareggiati per questo problema da sempre segnalato e non risolto.

La segretaria territoriale, che segue le politiche socio sanitarie, Silvia Russo ha le idee molto chiare, occupandosi dell’argomento oramai da tempo anche sul livello regionale, e spiega che tra le righe di quel comunicato si legge qualcosa in più, che non sembra condivisibile, quasi che l’esperienza aretina fosse peggiore di altre, con circa un centinaio di dipendenti impiegati (con contratti palesemente inadeguati e scaduti da oltre 8 anni) in un appalto che segue direttive aziendali e regionali precise, ritenute dalla USL pre-COVID non solo adeguate, ma esportabili e di buon livello, pur a fronte di difficoltà segnalate spesso e volentieri.

Quando si creano lunghe attese presso i Cup o i cittadini trovano i telefoni sempre occupati la responsabilità non è certo di questi lavoratori, che spesso con una paga molto bassa, sono costretti ad informarsi e risolvere problemi che non competono a loro per venire incontro a imbarazzanti difficoltà con gli utenti.

Certamente un cambio di rotta ora è motivato dalla cronicizzazione della pandemia, ma vorremmo ricordare che dall’inizio dell’emergenza i lavoratori dei front office e dei centri prenotazione di tutto il territorio provinciale non sono stati collocati a “riposo” e solo pochissimi di loro utilizzano il “lavoro agile”: sono stati in prima linea in tutta una serie di attività determinanti per la nostra USL, a supporto degli operatori sanitari e amministrativi, nonché nel rispondere al fuoco di fila dei cittadini costretti al rinvio delle visite.

Già adesso sappiamo quanto è complicato far passare tutto tramite telefono o mezzi informatici, oppure utilizzando totem, quanto fondamentale sia invece il rapporto diretto; certo se fosse andato in porto il mantra USL del “dove si prescrive si prenota” forse avremmo risolto in modo egregio una grande quantità di problemi, ma questa è un’altra storia sulla quale aprire confronto preciso.

Adesso vorremmo la sicurezza per i lavoratori del “vecchio” Cup che tutti all’interno della USL siano al corrente di ciò che fanno e in quale modo, dell’abnegazione che hanno avuto in emergenza COVID (tamponi e test sierologici fatti dimostrano la loro presenza con dispositivi d’emergenza) e che TUTTI saranno ricollocati con il nuovo appalto dove la USL, nel rispetto delle norme, riterrà più opportuno; senza assembramenti, in sicurezza, magari vicino ai luoghi dove si prescrivono e si fanno le visite specialistiche? Con nuove funzioni di assistenza e di collegamento-supporto informatico per i medici di medicina generale? Certamente all’interno delle tante competenze che svilupperemo meglio per salute nel territorio, fuori dagli ospedali, ma con la professionalità e la cura che da sempre, nonostante paghe basse e futuro incerto.

C’è molto da fare e la Cisl non si sottrae al confronto, anzi rilancia!