Codice Forestale Camaldolese: verso il riconoscimento a Bene Immateriale Universale UNESCO. Le interviste

L’UNESCO, il cui scopo è quello di “contribuire alla pace e alla sicurezza promuovendo la collaborazione tra le nazioni attraverso l’educazione, la scienza e la cultura” sceglie di esaminare per la prima volta un bene immateriale che ha come origine un valore etico e lo fa partendo dalle Foreste Camaldolesi come simbolo di tradizione, storia e cultura.

L’evento di presentazione, coordinato dal Dottor Pierfrancesco Pedone, ha visto l’intervento di Don Salvatore Frigerio  con un focus proprio su “Le radici dell’etica uomo/ambiente di Camaldoli”, ma anche del Dottor Raoul Romano a seguito dei tre anni di lavoro INEA –Collegium e Dottor Simone Borchi su Codice Camaldolese e Politica Forestale.
Hanno aperto i saluti del Prof. Piermaria Corona – Direttore CREA, Luca Santini – Presidente Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Don Ugo Fossa – Camaldoli e Dom Gianni Giacomelli di Fonte Avellana

“Che i boschi i quali sono intorno all’Eremo, non siano scemati, ne diminuiti in niuno modo, ma piu tosto allargati, cresciuti” ammoniva Abate Paolo Giustiniani nel 1520 – anche e soprattutto attraverso la tutela del territorio e la salvaguardia del patrimonio, aggiungeremmo oggi.

Negli anni la gestione delle foreste da parte dei monaci camaldolesi ha prodotto una sinergia e complessità di rapporti tra uomo e ambiente sintetizzati nel Codice Forestale Camaldolese. Sinergia che è criterio fondamentale per il riconoscimento e la conseguente tutela e salvaguardia del patrimonio storico e ambientale del territorio.

Un passo importante che parte dal territorio locale per arrivare al mondo con un segno chiaro e deciso.