Coronavirus, altri 17 casi: superata quota cento. Ghinelli: “trovate fuori anche due persone in quarantena: inaccettabile. Partono i controlli con i droni. Saracino di giugno? L’edizione verrà molto probabilmente spostata o aggiornata. Verso il Consiglio comunale on line”. D’Urso: “interventi chirurgici per pazienti fragili spostati a San Giuseppino e al Centro Chirurgico. Ospedale pronto a far fronte all’emergenza”

Alessandro Ghinelli
Alessandro Ghinelli

“In città ci sono tre contagi in più. In provincia sono cresciuti, in totale, di 17 unità” il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha cominciato la consueta conferenza stampa dai social, per fare il punto sulla situazione Coronavirus, fornendo i dati. Dall’inizio dell’epidemia nel nostro territorio si registrano 109 casi.

Come comunicato dalla Asl si tratta: ad Arezzo di un uomo 28 anni a domicilio (extra Regione), di un uomo di 42 anni a domicilio, di un uomo 48 anni a domicilio, di un uomo di 59 anni a domicilio. In Casentino: di un uomo 48 anni a domicilio, di un uomo 61 anni a domicilio, di un uomo di 78 anni ricoverato in malattie infettive ad Arezzo, di una donna di 73 anni ricoverata in malattie infettive, di una donna di 27 anni a domicilio. In Valdarno: di una donna di 59 anni a domicilio, di un uomo di 61 anni a domicilio, di un uomo di 61 ricoverato in malattie infettive, di un uomo di 67 anni a domicilio, di una donna 75 anni a domicilio, di un uomo di 75 anni ricoverata in malattie infettive, di una bambina di 8 anni a domicilio e di una donna di 47 anni a domicilio.

Questi dati, come quelli forniti dal sindaco Ghinelli nel report quotidiano, sono sempre relativi alla mezzanotte del giorno precedente, quindi di giovedì 19 marzo.

“I numeri aretini di oggi sono conformi a quelli dei giorni precedenti. I contagi, su tutto il territorio nazionale, non sono sotto controllo, quindi il Governo sta pensando a misure più restrittive. La crescita anche ad Arezzo è di tipo esponenziale. Dobbiamo continuare a proteggerci, il contagio ancora è in atto, il picco arriverà intorno al 28 marzo” ha precisato il sindaco.

“Infatti – ha aggiunto – andando avanti nel tempo vediamo che la curva dei contagi aretini avrà un massimo intorno al 25 marzo e 5 aprile. Lo ribadisco, quindi, l’attenzione deve rimanere alta. Una raccomandazione mi arriva dal sindaco di Sansepolcro: a Ponte Presale e Sestino i contagi sono ancora molto alti, vanno evitati assembramenti. Il contagio può arrivare dalla vicina Romagna e coinvolgere la cittadina biturgense e altre zone”.

Poi il primo cittadino ha fornito indicazioni in merito al personale amministrativo che sta svolgendo lavoro agile: “duecentoquindici unità del Comune di Arezzo stanno lavorando da casa, questo grazie all’ufficio informatica. Anche la Giunta si riunisce on line. Stiamo lavorando per organizzare in questa modalità anche il Consiglio comunale”.

In merito alla sanificazione delle strade ha chiarito: “la nebulizzazione degli agenti disinfettanti deve essere fatta in assenza di persone e comunque finisce nelle acque reflue, sia chiare che scure. E’ un problema di inquinamento. Quindi, più che altro stiamo predisponendo un sistema di nebulizzazione a mano delle superfici con cui entrano in contatto i cittadini, come di marciapiedi e superfici collegate”.

Ed in merito all’attività della Polizia Municipale: “oggi sono stati controllati dieci punti della città dove erano in corso assembramenti. Qui sono state sottoposte a verifica 85 persone, di queste 10 erano fuori senza giustificato motivo e nei loro confronti sono stati elevati i verbali. La cosa più grave è che sono state trovate due persone fuori casa che sono in quarantena. Non si deve uscire di casa non solo se si è sani, ma men che meno se si è in quarantena. Si mette in pericolo la salute degli altri. Se vi beccano non ci sarà pietà, ma un’elevata sanzione penale”.

Ed in merito ai droni, il sindaco ha detto che entreranno in funzione con tutta probabilità da domani, sabato 21 marzo. E la Giostra del Saracino di giungo? “Non ci stiamo ancora pensando, forse più per scaramanzia e anche perchè ci sono questioni molto più stringenti. Non abbiamo nemmeno parlato con i rettori. Comunque, stando così le cose, quel tipo di vicinanza che abbiamo nelle tribune, che abbiamo nei posti in piedi, che abbiamo durante con il corteggio storico è scarsamente compatibile anche con un caso di Cornavirus in città, o comunque in Italia, o comunque con le persone che vengono a trovarci. Io darei come molto probabile la possibilità di doverla spostare o aggiornare”.

“Ringrazio stasera i magazzinieri dell’ospedale San Donato. Ed anche alle ditte Chimicando e Italfinish che hanno donato mille mascherine alla Asl. Duecento i disegni dei bambini che mi sono arrivati, spero di poter realizzare la mostra che ho promesso” ha concluso.

Presente, anche il direttore generale della Asl, Antonio d’Urso, che ha spiegato: “ci stiamo preparando ad una condizione di accoglienza presso l’ospedale San Donato che ha tutte le caratteristiche tecniche per pazienti Covid19. Fino ad ora abbiamo bloccato l’attività chirurgica elettiva e alcune attività ambulatoriali. Adesso ci apprestiamo a liberare sempre più posti letto per pazienti con Coronavirus. All’area Covid accedono solo questi pazienti, che non si mischiano ai flussi degli altri pazienti. I pazienti Covid hanno bisogno di una gestione particolare. L’ospedale, quindi, va svuotato da tutte le attività per renderlo disponibile all’emergenza.

Se l’ospedale è pieno di pazienti con Coronavirus dobbiamo evitare il contatto con pazienti, ad esempio oncologici e con attività elettive, che verranno quindi dirottate al Centro Chirurgico Toscano e a San Giuseppino, in ambienti più adatti a malati particolarmente fragili, che hanno bisogno di interventi chirugici.

Ribadisco, ci stiamo preparando per rendere l’ospedale di Arezzo più capace di accogliere. L’obiettivo dei professionisti è garantire qualità e sicurezza delle cure a tutti. Sia ai pazienti Covid che agli altri. Capisco che questa organizzazione potrà portare disagi alla città di Arezzo, ma Arezzo sta dimostrando di essere capace di reagire bene.

State a casa, non c’è bisogno di uscire. Il numero dei contagi diminuisce solo stando a casa. Ad Arezzo vengono fatti 240 tamponi al giorno su soggetti sintomatici. Per quanto riguarda gli asintomatici, il presidente Rossi ha deciso di adottare una nuova modalità attraverso le analisi del sangue“.