CuriAMO AREZZO: “Ecco il vero progetto del Palazzo e del Museo dell’Oro”

L’autentica “mania” da parte delle amministrazioni di gettare via i progetti già pronti e deliberati solo perché “li avevano fatti quelli di prima” è davvero deprecabile. Risorse che vengono sperperate, esperienze e professionalità umiliate, occasioni di sviluppo non colte, tempo perso in gran quantità per realizzare progetti alternativi magari raffazzonati di corsa.

Di questo si parlerà mercoledi 2 settembre alle 18,30 nella sede di CuriAMO Arezzo, in Corso Italia n. 118 ad Arezzo.

Il “Museo dell’Oro”, del quale si discute in città da quasi mezzo secolo, era pronto a prender corpo, e con un colpo di spugna la Giunta Ghinelli lo ha eliminato. La città, nella quale vivono tantissimi operatori orafi, designer, storici, cultori della materia che è stata la ricchezza della nostra comunità, ha il diritto di essere informata e di valutare se è giusto o meno riprendere quel percorso ornai delineato e definito che oggi avrebbe ancor più ragione di essere realizzato. L’incontro, curato da Liletta Fornasari che aveva redatto il progetto museografico assieme al progettista architetto Fabrizio Di Sangro, è aperto a tutta la cittadinanza.

LE RAGIONI DI QUEL PROGETTO DI “MUSEO DELL’ORO

Il percorso espositivo Palazzo dell‟Oro sarebbe diventato la grande vetrina per la promozione e la valorizzazione delle attività legate al settore dell’oreficeria aretina.

Non si tratta di un museo in senso tradizionale, né di un centro espositivo, ma di una soluzione eterogenea, polifunzionale e dinamica in grado di esporre e divulgare temi legati alla cultura, all’innovazione e alla veicolazione dell’immagine del settore orafo al fine di promuovere tutte le aziende orafe aretine che vorranno aderire all’iniziativa. Il percorso espositivo, che si affaccia su una delle più belle piazze del mondo, si sarebbe presentato al pubblico quale punto di eccellenza, biglietto da visita e spazio di rappresentanza dell’attività orafa aretina, che affonda le proprie radici nella manifattura etrusca ed è proiettata nelle competizioni del mercato globale.

Il Palazzo dell‟Oro sarebbe stato il più importante centro culturale e di promozione dell‟attività orafa a livello mondiale. Non risulta esistere infatti, sul panorama internazionale, un percorso espositivo che approfondisce, illustra, espone la cultura dell‟oreficeria nella sua completezza, ovvero in termini storico-culturali, in termini tecnico-produttivi, nel rapporto con la moda e il design e per gli aspetti scientifici e didattici.

Non uno spazio espositivo monotematico, quindi, ma un insieme di sale espositive eterogenee per fornire al visitatore un panorama a 360° della cultura e della produzione orafa.

Questo è il punto di partenza del progetto museografico.

Il Palazzo dell‟Oro come un luogo in cui si svilupperanno sinergie con le attività produttive e con il contesto cittadino, e che dovrà relazionarsi con i sistemi di promozione e commercializzazione del prodotto, con le attività di ricerca e sarà finalizzato a conservare ed elevare la qualità della produzione orafa del distretto aretino.

Per questo non può essere immaginato come semplice luogo di conservazione ed esposizione, statico e neppure slegato dalla attività produttiva e didattico-scientifica del settore orafo.

Sarebbe stato un centro dinamico, interattivo e propulsivo, inserito nel contesto economico locale e strettamente connesso con il centro storico e le altre realtà culturali della città.

Inoltre doveva essere affiancato, sempre nel centro storico, da altre due strutture complementari per sfruttare lo stesso brand e che sarebbero state di vitale importanza per consolidare la presenza del Polo di un’oreficeria nel centro cittadino e per consolidare Arezzo non solo come luogo di produzione ma anche come luogo in cui si conserva la tradizione e dove si fa tendenza sulla moda mondiale del gioiello e dove si commercializza e si vende oreficeria made in Arezzo.