Fabbrica delle idee per Arezzo: proposte per un progetto sanitario e la valorizzazione del parco del Pionta

pionta
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La drammatica esperienza dell’infezione virale del Covid-19 ha evidenziato l’importante tenuta della sanità pubblica, in particolare in Toscana, ma nel contempo ne ha messo a nudo i limiti ed i ritardi.

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una riduzione della spesa sanitaria pubblica, anche rispetto alla media europea, con una forte caduta del rapporto posti letto e popolazione, in particolare nei reparti delle cure intensive ed intermedie.

Nel tentativo di contenere la spesa si sono affermati modelli organizzativi, come le aree vaste, che hanno prodotto gravi disfunzioni ed il prevalere del parametro economico della “degenza media” rispetto ai tempi effettivi di guarigione.

Le pandemie sono un potenziale rischio che possono far trascurare le malattie tradizionali (es. cardiovascolari e oncologiche).

A ciò riguardo si propone le seguenti proposte di lavoro:

  • Consolidamento della sanità pubblica
  • L’ospedale San Donato, dopo oltre 30 anni di funzionalità, necessita di interventi sia strutturali che di manutenzione
  • Revisione dell’area vasta, valorizzando il ruolo del San Donato al centro della rete ospedaliera aretina con la definizione chiara del ruolo di ciascun presidio superando singoli localismi
  • Attuazione del modello di continuità assistenziale ospedale-territorio, per ridurre le richieste al pronto soccorso o di ospedalizzazione e per un migliore controllo delle cronicità. Tutto ciò richiede strutture sanitarie, come la casa della salute, nuovi investimenti nelle tecnologie, nella diagnostica di base ed uno stretto coordinamento con i medici di famiglia.
  • L’adeguamento degli organici, sia dei medici che degli infermieri e dei tecnici
  • L’Europa, tramite finanziamenti specifici, offre l’opportunità di un intervento organico non solo per l’attività ospedaliera, ma per affrontare i problemi posti dall’invecchiamento della popolazione, dalla solitudine degli anziani, dalla cronicizzazione di molte malattie, dalle varie forme di non autosufficienza
  • Un progetto organico che può trovare una naturale ubicazione nell’area del Pionta, per espandere il polo formativo anche in funzione socio sanitario