Fausto Tenti: “sul raddoppio dell’inceneritore di San Zeno, la verità è rivoluzionaria…”

“Come diceva Gramsci, “la verità è sempre rivoluzionaria”…ed è sempre bene dirla e scriverla, anche perché prima o poi i nodi – cioè le bugie – vengono al pettine…

Eccecredo che il Ghinelli ringrazia il Presidente della Toscana Rossi e la Fratoni, per avergli dato l’ok al raddoppio dell’inceneritore aretino di AISA: dietro ad esso ci sono (indicibili) accordi politici tra centrodestra e centrosinistra (che anche su questi temi sono due facce della stessa medaglia) per il tramite degli AA.TT.OO. Toscana Centro e Sud, nonché intese tecniche tra AISA Impianti, CSA Impianti, STA, Sienambiente (all’interno di Seitoscana e non solo). Il tutto per continuare a “permettere” all’Area Metropolitana fiorentina di non rendersi autosufficiente dal punto di vista impiantistico e proseguire imperterrita a “servirsi” dei Poli di Podere Rota a Terranuova B.ni e di San Zeno ad Arezzo: è inutile che lorsignori dicano il contrario, questa è la verità…

Vediamo perchè alludo a quanto sopra, dato che non si capisce come si potrebbe altrimenti giustificare il raddoppio della potenzialità termovalorizzatrice dell’impianto di San Zeno (dalle 46.000 t/a di rifiuti attualmente autorizzate a 76.000 t/a) alla luce del fatto che nel sub-ambito della provincia di Arezzo sono state prodotte, a fine 2018, circa 197.000 t. di rifiuti urbani totali: ciò che affermo discende dalla visione sia del modello produzione rifiuti dell’ex ATO 7 (quello “vecchio”, riguardante la provincia di Arezzo) simulato e approvato nel 2007, sia del modello di cui al Piano Straordinario Rifiuti dell’ATO Toscana Sud (quello attuale, comprendente anche Siena e Grosseto) simulato e approvato nel 2008 e messo a gara. Tanto nel primo caso, relativo solo al territorio aretino, quanto nel secondo (estrapolando esclusivamente il sub-ambito aretino), era stata prevista (visto il trend di crescita di quel periodo) una produzione totale di rifiuti urbani – per la nostra provincia – di circa 241.000 t/a giusto a fine 2017: proprio questa proiezione giustificò, all’epoca, l’intenzione di prevedere il raddoppio dell’inceneritore di San Zeno. Ma oggi, con 44.000 t. annue di rifiuti in meno (le 241.000 t. previste/simulateper il fine 2017 nel 2007/2008 meno le 197.000 t. reali di fine 2018) rispetto a quelle che, secondo i decisori dell’epoca, avrebbero giustificato il raddoppio di San Zeno…come si può onestamente e tecnicamente giustificare un raddoppio dell’impianto? Anche la stessa Regione Toscana, una delle più incenitoriste in Italia (dopo Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna) sentenzia nell’attuale Piano Rifiuti (PRB) che la percentuale di residui da incenerire possa arrivare al massimo ad un 20% sul totale. E da noi, conseguentamente, risulta ridondante anche l’attuale impianto (197.000 t/a x 20% = 39.400 t/a): ma voler bruciare circa il 39% dei rifiuti urbani totali prodotti nella nostra provincia – con la previsione di un termovalorizzatore da 76.000 t/a – sfugge francamente all’umana comprensione, se non alla luce dell’inciucio cui alludo sopra…

Ma la cosa che ritengo più vergognosa è l’aver del tutto disatteso i risultati epidemiologico/sanitari del progetto HIA21-LIFE10 ENV/IT/000331, che sono stati incentrati sull’area dove insiste l’attuale inceneritore di rifiuti urbani ed assimilati AISA, dati che sentenziano: “Aumento della mortalità per cause naturali, in considerazione del fatto che nel caso in studio è emerso un eccesso di rischio per i maschi”; “La mortalità per cause cardiovascolari, in particolare per malattie ischemiche, emersa in eccesso statisticamente significativo per gli uomini…“; “La mortalità per malattie respiratorie acute, che ha mostrato un eccesso significativo per le donne.”; “La mortalità per leucemie, risultata in eccesso per i due generi…”. “Gli indicatori suggeriti sono basati su quanto emerso dallo studio di HIA21, che è stato centrato sulle emissioni dell’inceneritore di San Zeno con aggiustamento per le altre emissioni principali dell’area…

Come ciliegina sulla torta, segnaliamo come appare il riassunto finale del Progetto HIA21 nella prestigiosa rivista e & p EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE Rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia-2016″ a firma dei professionisti che hanno condotto principalmente tale progetto ad evidenza europea e dall’Europa co-finanziato: “CONCLUSIONI: Lo studio di coorte residenziale ha riscontrato un aumento del rischio di mortalità e ricovero ospedaliero associato alle emissioni dell’inceneritore…”

In conclusione, votare Giani o Ceccardi per la regione, oppure Ralli o Ghinelli per il comune, non cambia nulla e nuoce assai gravemente alla salute ed all’ambiente, soprattutto di quelle zone…”

Fausto Tenti (candidato consigliere regionale per il Partito Comunista)