Ghinelli: “un solo contagio in più. Tre sanzioni”. Ospite l’assessore di Bergamo: “ancora spaventoso il numero dei decessi”

Alessandro Ghinelli e Giacomo Angeloni
Alessandro Ghinelli e Giacomo Angeloni

“In città c’è un solo contagio in più, ma non va abbassata la guardia” ha cominciato così il sindaco Alessandro Ghinelli la consueta conferenza stampa via social per fare il punto sul Coronavirus.

“La Polizia Municipale – ha aggiunto Ghinelli – ha controllato 55 persone, che hanno prodotto 42 autocertificazioni, ma tre non sono risultate plausibili e quindi sono state elevate sanzioni. Tra le zone critiche sono stati verificati i parchi, dei quali vengono anche forzate le chiusure. Molte persone a spasso con il cane e fuochi sulle colline. Aretini, smettete di potare gli olivi”.

Intanto, l’uso dei droni è sospeso, come stabilito dal capo della polizia Gabrielli.

Ospite, in collegamento, l’assessore Giacomo Angeloni di Bergamo: “la mia è una città sofferente, siamo una delle province più colpite – ha detto – I dati di oggi sono un pò più positivi rispetto a ieri, abbiamo, solo, 127 contagiati, però le notizie di Arezzo sono molto più positive e considerate che in queste ore si è un pò più preoccupati per Brescia, che continua ad essere la seconda provincia più colpita. E quella che fa cominciare a temere è la città di Milano che, come sapete, dal punto di vista dei contagi ha tenuto, ma speriamo continui a tenere. E’ molto attenzionata.

Per quanto riguarda Bergamo, i bergamaschi hanno cominciato a capire. Nelle ultime tre settimane abbiamo fatto gli appelli più disparati per far rimanere a casa i nostri concittadini.

I contagi che viviamo oggi sono frutto di alcune scelte sbagliate dei primi giorni del mese, quando secondo tutti i tg nazionali e la Protezione Civile sembrava dovesse essere realizzata una zona rossa in due Comuni in cui si era visto un focolaio, ma per scelte che, anche noi Comune di Bergamo e dalle istituzioni territoriali, la zona rossa non è stata fatta. Quella scelta ha portato ad evidenti problemi in tutta la provincia e nella città. La cosa più spaventosa è che noi, ormai, non possiamo tanto tenere come unici i dati che vengono dalla Protezione Civile.
La Lombardia ha fatto scelte diverse riguardo ai tamponi, fino a due giorni fa venivano fatti solo ai sintomatici gravi che venivano portati in ospedale e quindi il numero di persone testate non è più realistico. Reale è solo il numero dei decessi, che sono ancora molto spaventosi. In una città come Bergamo, dove quando c’è il picco dell’influenza muoiono dieci, massimo dodici persone, siamo arrivati ad avere giornate in cui ci sono stati 65-70 decessi.
Abbiamo dovuto chiedere aiuto a tutta Italia per le cremazioni e soprattutto a molte società di pompe funebri.

Siamo in una situazione ancora emergenziale. Abbiamo comunque sostegno dall’Italia e dall’estero, c’è davvero un concorso da aiutarci. Gli alpini stanno realizzando un ospedale da campo, con circa 200 posti letto. I nostri ospedali sono allo stremo delle forze”.