Il Sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, interviene sul piano di ampliamento della discarica di Podere Rota

Valentina Vadi
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Podere Rota, il Sindaco Vadi: “Piano di ulteriore ampliamento è una ferita inaccettabile per San Giovanni e per tutto il territorio. Faccio appello ai Sindaci del Valdarno aretino, ad Ato Sud e alla Regione Toscana affinché sia mantenuto l’impegno di chiudere la discarica nel 2021”

Il Sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, interviene sul piano di ampliamento della discarica di Podere Rota, presentato ieri, a Terranuova Bracciolini,   dai vertici della nuova società, Valdarno Ambiente: “Progetto insostenibile. La discarica è aperta da oltre un quarto di secolo, il Valdarno ha già fatto tanto sullo smaltimento dei rifiuti”

Quello presentato ieri dalla nuova società, Valdarno ambiente, che gestirà la discarica di Podere Rota è un piano di ampliamento imponente e inaccettabile per la città di San Giovanni e tutto il Valdarno. Parliamo di un impianto aperto da oltre venticinque anni, un tempo che evidenzia bene come questo territorio abbia già fatto tanto in termini di smaltimento dei rifiuti. Oggi Valdarno Ambiente, invece di dare seguito all’impegno del 2011 di chiudere l’impianto nel 2021, mette in campo un progetto da 24milioni di euro, che prevede un allargamento dei volumi pari a 800.000 metri cubi che porterebbe ad intensificare il flusso dei rifiuti, provenienti da tutta la regione, su questo sito. Un programma di ampliamento e potenziamento a cui rispondo con la mia assoluta contrarietà: non si può pensare che siano sempre gli stessi territori e gli stessi cittadini, per decenni, a subire il medesimo impatto dovuto alla presenza di un impianto di smaltimento dei rifiuti. L’ultima relazione di Arpat relativa al biennio 2018-2019, di cui ho dato comunicazione nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, rileva infatti la persistenza del problema delle maleodoranze. Come è possibile che a tutto questo si risponda con un ampliamento della discarica?” E’ quanto dichiara Valentina Vadi, Sindaco di San Giovanni Valdarno a seguito del progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota, presentato ieri a Terranuova Bracciolini dai vertici di Valdarno ambiente.

“Vogliamo capire perché non sono state cercate e individuate soluzioni alternative a questa che di fatto porterà a potenziare la discarica di Podere Rota. Perché questa soluzione non è stata scongiurata, considerando che la normativa europea chiaramente vieta l’apertura di nuove discariche o l’ampliamento di discariche già esistenti – continua il Sindaco Vadi – A questo punto auspico fortemente che tutti i Comuni del Valdarno aretino, che nel corso del 2018, hanno approvato nei rispettivi Consigli Comunali atti di indirizzo per la chiusura della discarica al 2021, o al completamento dei volumi esistenti, diano una risposta univoca a questa notizia e si esprimano contrariamente a questa decisione. Faccio, inoltre, appello alla Regione Toscana e all’Assessore a cui sarà affidata la delega all’ambiente perché prendano una posizione netta contro l’ampliamento di un sito di discarica che è in vita da più di un quarto di secolo, affinché si facciano da garanti di una chiusura che era stata stabilita al 2021, dopo l’ultimo ampliamento del 2011. Faccio appello all’Ato Sud perché si esprima rispetto a questo decisione e definisca in quale ambito di programmazione impiantistica rientra questo progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota”.

“Come Sindaco di San Giovanni Valdarno, il territorio che più di tutti ha subito negli anni l’impatto ambientale della presenza della discarica volutamente realizzata nel confine e a ridosso di questo Comune, non voglio essere in nessun modo complice del secondo ampliamento di Podere Rota. Per questo mi adopererò in tutte le sedi istituzionali e politiche per fare in modo che venga mantenuto fede all’impegno della chiusura al 2021, come definito dopo l’ultimo ampliamento del 2011 – conclude il Sindaco Vadi – Vogliamo che non soltanto il Comune di San Giovanni, ma tutto il Valdarno, sotto un profilo ambientale e di sostenibilità venga tutelato da chi vuole aprire una nuova ferita nel nostro territorio”.