Mattesini e Mugnai: “Variante da modificare: No alla desertificazione di Corsalone”

Quasi sempre le nuove infrastrutture stradali portano sviluppo sociale e crescita economica. Ma la ormai prossima realizzazione della variante del Corsalone, lungo la Sr71 del Casentino, rischia invece di avere un effetto devastante dal punto di vista sia sociale che economico sul territorio, con perdita importante anche di posti di lavoro.

Lo sostengono con forza – senza però per ora aver ottenuto la giusta attenzione delle autorità delegate alla gestione dell’intervento – commercianti, imprenditori, negozianti di Corsalone che, una volta tolto il passaggio della strada, temono un isolamento assoluto.

Per questo hanno firmato una petizione, poi rinnovata pochi mesi fa, rivolta al Presidente della Regione Toscana, all’Assessore alle Infrastrutture e Viabilità, ai Parlamentari aretini, ai rappresentati politici di zona, alle associazioni commerciali, ai Sindacati e ai Sindaci del Casentino, per modificare la variante di Corsalone.

I sottoscrittori sono fortemente preoccupati per le loro attività e per il futuro del paese in cui vivono e lavorano e chiedono di rivedere il progetto.

Sta per essere realizzato infatti un intervento infrastrutturale che prevede la realizzazione di un nuovo tracciato lungo 2,8 km, con un intervento fatto da diverse opere connesse, legate alla circolazione locale in punti cruciali, come ad esempio quello del Pollino, dove sarà eliminato l’incrocio.

Lo svincolo della variante sarà realizzato all’altezza di Fontechiara, e lungo i 2,8 km di percorso dovrebbero essere costruiti anche un viadotto nello svincolo sud, un ponte sul torrente Corsalone, un ponte sul torrente Vessa e un nuovo parcheggio.

Cosa succederà, allora dentro la vivace e attiva comunità Corsalone, frazione cardine del Comune di Comune della Verna, una volta che si dovesse realizzare la variante ormai pronta alla messa in cantiere, tenendo conto che oggi, grazie al percorso tradizionale, ogni giorno transitano nella attuale SR71circa 11.000 veicoli, sia commerciali che automobilistici?

“Diventerà con il tempo probabilmente un luogo deserto e inattivo, sarà il disastro economico” affermano i firmatari della petizione: “E siamo davvero amareggiati che tutto ciò passi sotto silenzio e nella gravissima e assoluta indifferenza delle autorità regionali, con l’assessore Ceccarelli che è anzi tra i più accesi sponsor del progetto e senza che ci sia stato consentito avviare un confronto, che anzi è stato più volte da loro tristemente evitato – con i sindaci competenti”.

Proprio nella petizione sottoscritta dalla gran parte del mondo economico del territorio, si afferma, infatti, che il progetto “esclude il Corsalone dalla viabilità principale rendendolo ‘morto’ come Giovi e Santa Mama, a beneficio di altri centri che hanno preteso il mantenimento del tracciato, come Subbiano, Rassina e Ponte a Poppi  e porterà il Corsalone all’isolamento, rendendo vani i tanti sacrifici fatti per renderlo operoso, proprio lungo la strada, con ben 22 attività economiche e molte altre artigianali, nella speranza di un futuro anche per i figli con notevole riduzione di lavoro e quindi di possibilità di vita nel luogo”.

E tutto questo aggravato dall’impatto altrettanto negativo della contingenza economico-finanziaria Covid-19.

Per questo gli  esercenti attività economiche al Corsalone si sono rivolti – si legge ancora nel documento presentato dal mondo imprenditoriale che sarebbe tagliato fuori dal percorso –  alle autorità competenti per dire che tra l’altro “la variante non dà maggior sicurezza e non riduce i tempi di percorrenza per la presenza di due rotonde e limiti a 50 km imposti ovunque e ha un costo elevatissimo,  che consentirebbe una fattibile adeguata rettifica del rispettivo tratto della strada esistente, con una adeguata rettifica dei tratti di strada prima della rotatoria nella zona del Groppino verso Rassina e dopo la rotatoria nella zona del Pollino, tra il bivio e la rotatoria esistente verso Bibbiena”.

Secondo i firmatari poi, il progetto regionale interessa un complesso di edifici industriali fatiscenti, insalubri da bonificare, il che costerà un “patrimonio” e raddoppia i costi di gestione delle strade per doverne gestire due anziché una sola.

Secondo gli autori della petizione, infine, il progetto crea un ulteriore impatto ambientale ed occuperà molto terreno a seminativo, creando un ulteriore impatto negativo per chi arriva in Casentino e pensa…al Parco”.

La richiesta è quella di una pausa di riflessione e dell’apertura di un serio e concreto confronto per poter operare le opportune modifiche al progetto evitando la desertificazione sociale ed economica della stessa località Corsalone.

 

Alessio Mattesini Candidato alla Regione Toscana Forza Italia

Stefano Mugnai parlamentare Forza Italia