Mercato Giotto: per Confesercenti l’allungamento non deve durare più di due edizioni

Alvisi: “per adesso è la risposta all’emergenza ma serve trovare un’altra soluzione. Bene l’esenzione del suolo pubblico”

Sulla ripresa del mercato di via Giotto anche per gli stand non alimentari, con la soluzione di prolungare e bancarelle fino allo stadio prospettata dal sindaco Alessandro Ghinelli, interviene Valeria Alvisi responsabile degli ambulanti di Anva Confesercenti.

“La soluzione” dice Valeria Alvisi “non piace agli operatori che sono i protagonisti del mercato di via Giotto e come associazione accettiamo lo spostamento in questa fase emergenziale ma non più di due edizioni. Siamo disposti a accettarlo per la ragione che il disegno del mercato è avvenuto in fretta tanto che ci siamo chiesti, nell’incontro con il sindaco e i vari uffici, se fossero state prese in considerazione tutte le soluzioni possibili che mirassero a mantenere il mercato nella sede attuale. Per questo abbiamo indicato la disponibilità degli operatori di rinunciare ai metri a loro disposizione, riducendo le dimensioni dei banchi pur di mantenere il mercato nella sua sede naturale”.

Non c’è stato quindi sufficiente tempo ma adesso Confesercenti chiede che per le prossime due settimane si lavori affinché arrivi una soluzione migliore per gli ambulanti. Un mercato chilometrico, che va a incidere anche sulla viabilità è chiaro che non può funzionare per più ragioni.

Al sindaco Ghinelli, Confesercenti, “riconosce il coraggio di aver assunto la decisione della riapertura del mercato Giotto prendendosi le responsabilità e di aver accolto la proposta dell’esenzione del suolo pubblico. Al tempo stesso siamo convinti che solo lavorando di concerto si potevano trovare soluzioni efficaci. Nei prossimi giorni si dovrà esaminare la soluzione con la riduzione dei metri quadri per fare il mercato nell’attuale sede e solo se, non dovessero esserci realmente le condizioni e si dovesse ipotizzare un’ulteriore soluzione, a quel punto dovrà essere considerato il principio di anzianità per la rassegnazione delle postazioni”.