Pasqua, vescovo “il virus chiude le porte delle chiese ma non ferma la carità”. Alberghi sanitari: la diocesi mette a disposizione 6 strutture

“Il virus ha chiuso le porte delle Chiese, per motivate ragioni sanitarie, ma non ha fermato la carità. Come vescovi toscani ci siamo messi a disposizione, anche economicamente, per dare supporto” questa la sintesi dell’intervento dell’arcivescovo Riccardo Fontata che stamani ha incontrato la stampa alla vigilia dell’inizio della Settimana Santa che prende il via domani, con la Domenica delle Palme, seppur non ci sarà la possibilità di benedire l’olivo.

LA NOSTRA INTERVISTA ALL’ARCIVESCOVO FONTANTA

LA CONFERENZA INTEGRALE DEL VESCOVO FONTANA

Una Pasqua particolare di certo, senza celebrazioni pubbliche. Ma verranno comunque officiate messe, anche se, naturalmente, salta ad esempio la lavanda dei piedi, che arriveranno nelle case degli aretini attraverso tv e social. (Nel sito della Diocesi l’elenco completo delle celebrazioni https://diocesi.arezzo.it/2020/04/04/la-settimana-santa/)

Oltre ai servizi messi a disposizione dalla diocesi e dalla Caritas per sostenere chi in questo momento ha maggiori difficoltà e per stare vicino a tutta la popolazione aretina, la diocesi ha deciso di rendere disponibili anche sei strutture, per i pazienti Covid, che possano fungere da alberghi sanitari.

L’elenco lo ha fornito don Fabrizio Vantini, il vicario generale: “si tratta delle strutture di Palazzuolo, Badia a Ruoti, Gello di Anghiari, Larniano, Fontanelle e Corezzo. Di solito sono utilizzate per il ritiro dei ragazzi e per gli scout, non possibili comunque in questo momento. Per quanto riguarda i criteri sanitari necessari saranno gli esperti a valutare se queste strutture possano essere idonee”.

“L’olivo e l’uovo sono simboli della Pasqua, simboli di rinascita. Non lo dimentichiamo” ha sottolineato ancora Monsignor Fontana. “Gli aretini hanno fede, lo hanno dimostrato”