PD sulle scuole per l’infanzia: “gli ordini di servizio del Comune non garantiscono le famiglie e affossano il sistema integrato”

Più che un progetto è un ordine di servizio. Le famiglie lo hanno letto sui media. Niente di nuovo per l’Amministrazione Ghinelli/Tanti che decide da sola e, benignamente, comunica“.

Il gruppo consiliare PD: “il nostro commento si basa quindi non sulla lettura di atti amministrativi ma su comunicati stampa dai quali apprendiamo l’esistenza di un progetto educativo estivo sul quale non sono stati coinvolti né i genitori né gli altri soggetti del sistema educativo integrato. Un progetto, tra l’altro, che si limita a recepire le indicazioni dell’Anci, cioè dell’Associazione nazionale dei Comuni“.

Una “scatto” di vitalità che giunge dopo mesi di letargo durante i quali “l’amministrazione è rimasta non solo assente ma anche sorda rispetto a stimoli e proposte che venivano avanzate. Contrariamente ad altri Comuni, si è ben guardata dal promuovere iniziative come video letture, laboratori on line e neppure si è adoperata per attivare confronti di approfondimento e riflessione con il sistema integrato sui futuri scenari della scuola per l’infanzia“.

Adesso arriva un progetto per i mesi di giugno, luglio e agosto che “cala dall’alto proposte di dubbia praticabilità perché costruite in assenza dei protocolli sulla sicurezza che il Ministero deve definire“.

Perplessità del Gruppo PD anche sull’ipotesi di far lavorare nei primi due mesi gli educatori dei servizi a gestione diretta mentre ad agosto gli educatori degli altri protagonisti del sistema integrato e del terzo settore.

Infine un problema centrale: “quando si legge dei criteri di selezione dei bambini per accedere a questi servizi non è affatto chiaro come tutte le famiglie possano godere, alla pari, di questo essenziale diritto che comporterà non solo ordini di servizio ma anche investimenti e nuovi spazi in città. nelle periferie  nelle frazioni. Il futuro della scuola dell’infanzia di Arezzo non lo si scrive nel chiuso di una stanza e non lo si attua con un comunicato stampa“.