Ralli ancora all’attacco: “nel Consiglio comunale di martedì discutiamo del futuro di Arezzo. In esso non c’è più posto per Ghinelli”

Dichiarazione del capogruppo Pd Luciano Ralli: “mentre la destra si occupa dei problemi personali di suoi uomini, Arezzo non risolve la sua crisi”

“Martedì (è in programma il Consiglio comunale, ndr) sarà una giornata fondamentale per Arezzo. Non penso ad una battaglia verbale tra maggioranza e opposizione ma ad un serio confronto sul futuro di Arezzo. Questa città ha 15.000 iscritti al Centro per l’impiego. Questo vuol dire che un potenziale lavoratore attivo su 4 è disoccupato. Le imprese sono in fortissima difficoltà. Si legge nell’ultimo rapporto della Caritas di Arezzo: “sono ancora molto evidenti le povertà economiche ma ci preoccupano maggiormente le povertà relazionali, culturali, educative e sociali”. In questa città abbiamo circa 25.000 anziani, 10.000 dei quali vivono soli. Spesso con una pensione che non arriva a 750 euro.

Arezzo è in forte difficoltà. La politica deve dare risposte, contribuire con l’intero sistema sociale a creare le condizioni di un nuovo sviluppo. Di questo dovrà discutere il Consiglio comunale di martedì. Perché dinanzi a questa sfida, il centro destra propone un modello di politica che è quello fotografato dalla magistratura con le inchieste Coingas e Multiservizi.

Una fotografia che politicamente ha un uomo al centro. Politicamente perché è la figura istituzionale che avrebbe dovuto fare qualcosa di meglio e di diverso. Non lo dico solo io ma due autorevoli esponenti di Forza Italia: “può forse accadere che chi si trova in difficoltà personali si affidi a speranze ed idee anche se totalmente infondate ed inverosimili, senza avere la fortuna di avere qualcuno intorno che anziché assecondare tali speranze ed idee ti riporti su un piano di realtà”.
Ecco, Arezzo è come il citato consigliere: non ha oggi la “fortuna” di avere qualcuno che la “riporti su un piano di realtà”. E la realtà è quella del lavoro, della solitudine, della povertà. della necessità di avere una speranza e un progetto per il futuro”.