Ralli: “Ghinelli chiama in soccorso Salvini. Esprima invece fiducia nella legge e affronti le proprie responsabilità”

Nota del candidato sindaco del centrosinistra Luciano Ralli

Nuova prova di debolezza del sindaco. Noi pronti per dare ad Arezzo una guida vera fuori dalla crisi..

Ghinelli non regge la tensione, mi dispiace dirlo. Il sindaco, adesso ufficialmente candidato della Lega, dovrebbe guidare gli aretini in questa fase difficile, ma non regge.
Dopo la nota dell’avvocato letta in Consiglio comunale al posto di una spiegazione sincera di come sia andata veramente la faccenda Coingas, abbiamo infatti assistito a una nuova prova di debolezza: Ghinelli ha chiamato Salvini in soccorso, perché dicesse che la legge per lui non vale.
Questa richiesta di impunità divide, col benestare del sindaco, gli aretini in cittadini di serie A, per i quali le regole non valgono, e cittadini di serie B, che invece devono attenersi a quello che la legge prescrive.
Ghinelli esprima invece fiducia nella legge e nel lavoro della magistratura aretina. Un sindaco che si rispetti affronta con la schiena dritta certe vicende e non chiama il “fratello maggiore” a difenderlo a mezzo stampa.
Dal canto mio, dico: peggio per lui. Peggio per lui che si umilia in eventi elettorali di questo livello.
Mentre lui faceva spettacolo con Salvini, infatti, io mi sono preso il tempo di una lunga conversazione con il presidente Rossi sul tema della sanità e delle infrastrutture ad Arezzo.
Mentre lui corre al seguito di Salvini e Ceccardi, io studio, lavoro, mi confronto con gli aretini.
Il grande piano per ripartire sta diventando realtà.