Ralli: “Per chi suona la campanella? Le famiglie aretine attendono risposte”

14 settembre: 6 mesi di chiusura e i ragazzi tornano a scuola. Non come sempre ma con nuove regole dovute all’emergenza coronavirus.

“La ripartenza in sicurezza è la priorità assoluta – commenta Luciano Ralli. L’amministrazione comunale per questo può e deve fare molto di più. Stiamo parlando infatti di servizi essenziali per i nostri giovani e per i loro genitori, che in un momento così complicato consentono a madri e padri di proseguire con le loro occupazioni sapendo i figli in luoghi sicuri e spazi programmati”.

In questi mesi molte famiglie con entrambi i genitori che lavorano, si sono dovute attrezzare e arrangiare da sole.

“E dovranno continuare a farlo a causa della mancata  riorganizzazione dei servizi aggiuntivi – sottolinea Pamela Masini, insegnante e candidata nella lista Ralli. L’assessora/candidata non scrive o dice una parola sulla mensa mentre invece parla di una scelta precisa di non offrire i servizi pre e post scuola che verrà sopperito da un bonus, il cui bando uscirà il 10 settembre. Rimangono quindi 3 interrogativi: quando verrà assegnato alle rispettive famiglie , quali sono i parametri dell’assegnazione, per quanto tempo”.

Questo è l’ennesimo contributo a pioggia di un’amministrazione che però non risponde all’ennesima difficoltà di trovare chi accompagna e riprende i ragazzi scaglionati nei nuovi orari di ingresso e uscita.

“Sono una insegnante, vivo la scuola ogni giorno da anni ormai e conosco bene le difficoltà dei genitori che lavorano in alcuni settori, in cui gli orari non sono flessibili, per fare un esempio, come in quello del commercio – commenta Masini. I docenti di ogni ordine e grado, il personale Ata e i Dirigenti stanno cercando di fare la loro parte assumendosi enormi responsabilità per assicurare un rientro sicuro nel pieno rispetto delle regole: la didattica, per fare solo un esempio, dovrà essere completamente ripensata e riadattata per cercare di scongiurare i contagi. La scuola ha solo un ruolo di educare ma offre anche un servizio di custodia e garanzia di benessere dei figli di questa comunità. Poteva essere avviata una collaborazione, una sorta di patto tra associazioni e amministrazione che potesse rendere possibile una nuova tipologia di servizi. Il tempo per ripensare e riorganizzare c’era ma come sempre si sceglie la deresponsabilizzazione dell’istituzione Comune che, per definizione, dovrebbe essere la casa di tutti gli aretini. Anche stavolta perciò ci troviamo di fronte alla solitudine delle famiglie e della scuola che si fanno carico nuovamente da sole dell’emergenza”.