Covid, Rezza: “La situazione si complica”. Brusaferro: “Tra sette giorni Rt può arrivare a 1,55”

Il direttore della prevenzione del ministero della Salute e il presidente dell'Istituto superiore di sanità lanciano un nuovo appello a vaccinarsi: "C'è il rischio che i reparti ospedalieri tornino a riempirsi"

“La situazione si sta complicando, ci aspettiamo un costante aumento dei casi. Spagna, Portogallo, alcune zone della Grecia hanno tassi di incidenza molto elevati, che possono determinare complicazioni per gli italiani che vanno all’estero. La variante Delta corre almeno il doppio della variante Alfa, questo perché ha un picco di carica virale molto precoce ed elevato: il risultato è una corsa molto veloce del virus“. È la fotografia che Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, consegna nella conferenza stampa della cabina di regia sul monitoraggio dell’epidemia da Covid-19.

“IL VACCINO PROTEGGE, MA OCCORRE COMPLETARE IL CICLO”

“Tanto che vediamo grappoli di casi nei ragazzi e nei giovani adulti – spiega il dirigente – che si infettano dopo un singolo evento di esposizione e hanno avuto meno precauzioni.
Fortunatamente però – annuncia Rezza – ci sono i dati inglesi appena pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine’ che mostrano dati positivi sulla protezione del vaccino (a ciclo completo) da malattia grave ed anche se ci si infetta i sintomi sono molto blandi. Nelle aggregazioni, prima di trovarcisi – ricorda Rezza – bisogna correre a vaccinarsi, facendo il ciclo completo: è la maggiore garanzia per arrestare la circolazione del virus“.

“SPERIAMO NON SI TORNI AI REPARTI OSPEDALIERI CONGESTIONATI”

Sullo scenario che ci attende nelle prossime settimane, il direttore della prevenzione del ministero della Salute spiega che “ci aspettiamo un costante aumento dei casi anche se ci auguriamo, grazie all’efficacia dei vaccini, che all’aumento dei casi non corrisponda la congestione e la saturazione delle strutture ospedaliere”.

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BRUSAFERRO: “LA SETTIMANA PROSSIMA RT POTREBBE ARRIVARE A 1,55”

“Molti Paesi stanno migrando da verde a giallo e rosso, anche l’Italia inizia ad avere un trend in crescita sui nuovi casi. La curva che li segnala è in risalita da settimane in quasi tutte le Regioni. Ad essere più colpite le fasce di età 10-19 e 20-39, con un’incidenza a sette giorni, calcolata a ieri sera, che si attesta a 41 casi per 100mila abitanti, con alcune Regioni che hanno superato la soglia di 50″. Lo dichiara Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Cts, presentando i dati della cabina di regia sul monitoraggio dell’epidemia da Covid-19.

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“L’Rt è in crescita, precisamente 1,29, con una proiezione alla prossima settimana che potrebbe arrivare a 1,55. Con questo Rt, comprensivo di casi sintomatici e asintomatici – spiega il portavoce del Cts – la proiezione sulle ospedalizzazioni crescerà ma stiamo monitorando per vedere le reali evoluzioni. L’età mediana alla diagnosi è a 25 anni, il primo ricovero è a 48 anni, a 59 per la terapia intensiva, rimane stabile l’età mediana per chi decede“. Da dove provengono i nuovi casi? “Importazione dall’estero o da altre Regioni – afferma Brusaferro – e questo inizia ad avere un certo peso. Per l’occupazione dei posti letto si è passati da 157 a 165 in intensiva, e c’è la possibilità che si saturino del 5% in una settimana le aree a maggiore circolazione del virus“, avverte.

Dal punto di vista del sequenziamento, “il dato positivo è che siamo al 9% dei campioni sequenziati – spiega il presidente Iss – ma la variante Delta sta progressivamente crescendo, al decrescere la variante Alfa”. Per quanto riguarda le vaccinazioni, Brusaferro ricorda che esiste “una quota ancora significativa della popolazione sopra i 60 anni che non ha fatto neanche la prima dose, mentre – ricorda – i dati confermano che il ciclo vaccinale completo protegge dall’infezione“. Per l’analisi del rischio e gli scenari Regione per Regione, Brusaferro afferma che ci sono diversi territori in “scenario 4, con Rt che è sopra 1,50, alcune Regioni sono in scenario 3 e altre in scenario 2, con un impegno dei servizi sanitari limitato che porta tutte le Regioni ad un livello di rischio più basso. Ma l’incidenza è raddoppiata – avvisa Brusaferro – e anche se l’impatto sui servizi sanitari è per ora limitato, coerentemente con ciò che avviene negli altri Paesi la variante Delta diverrà dominante ed è quindi fondamentale completare il ciclo vaccinale e mantenere le misure di protezione, mascherina, distanziamento e lavaggio delle mani”. Se ci saranno più ospedalizzazioni nei territori con gli over 60 non vaccinati, Brusaferro risponde: “Ci auguriamo che non avvenga, ma certamente bisogna chiudere questo gap e nel contempo bisogna mantenere un minimo di attenzione. Questa è una sfida che dobbiamo vincere nelle prossime settimane”.

Agenzia DIRE
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