Formazione specialistica: la Regione finanzia 34 contratti in ambito medico

La Regione Toscana si impegna a finanziare alle Università di Firenze, Pisa e Siena 34 contratti per tutta la loro durata, pari a quattro o cinque anni (a seconda del tipo di specializzazione) a partire dal nuovo anno accademico.

Prosegue l’incremento dei contratti di formazione specialistica in ambito medico, che quest’anno raggiunge il ragguardevole traguardo complessivo dei 1.511 (l’anno scorso erano 1.200, il precedente 804). L’aumento si deve principalmente al nuovo indirizzo del Ministero dell’Università, finalizzato a colmare le carenze riscontrate in alcune specialità mediche.

La Regione Toscana accompagna questo processo, impegnandosi a finanziare alle Università di Firenze, Pisa e Siena, 34 contratti per tutta la loro durata, pari a quattro o cinque anni (a seconda del tipo di specializzazione) a partire dal nuovo anno accademico. Lo stabilisce un’apposita delibera, approvata nella seduta di Giunta di ieri pomeriggio 30 agosto, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini.

A favore dell’Università di Firenze i contratti finanziati sono in tutto 11, di cui 1 in malattie dell’apparato respiratorio, 2 in malattie infettive e tropicali, 7 in medicina d’emergenza-urgenza e 1 in reumatologia. I contratti finanziati all’Università di Pisa sono invece 15, di cui 1 in allergologia e immunologia clinica, 1 in chirurgia generale, 2 in ginecologia e ostetricia, 2 in malattie infettive e tropicali, 5 in medicina d’emergenza-urgenza, 1 in ortopedia e traumatologia e 3 in pediatria. Completano l’elenco gli 8 contratti finanziati all’Università di Siena, di cui 2 in malattie infettive e tropicali, 5 in medicina d’emergenza-urgenza e 1 in reumatologia. Il finanziamento complessivo di questi 34 contratti aggiuntivi di formazione specialistica per tutti gli anni di corso è di 3milioni e 598mila euro.

“Abbiamo deciso di finanziare questi contratti dopo attenta valutazione del fabbisogno regionale soprattutto nell’ambito dell’emergenza urgenza, tenendo anche conto delle richieste pervenute dalle Università – spiega Bezzini -. Si tratta di contratti che le Regioni possono attivare in aggiunta a quelli statali, come stabilito dalla normativa nazionale. Noi lo facciamo da molti anni, partendo dalla stima del numero dei professionisti necessari a soddisfare le necessità della popolazione, nel medio-lungo periodo. Siamo intervenuti quest’anno, in particolare per colmare alcune lacune nei posti assegnati dal Ministero, che per certe discipline, poche in verità, risultavano inferiori all’anno accademico 2019-2020”. L’Università di Pisa riceve il maggior numero di borse regionali anche perché ha registrato un incremento di borse statali inferiore rispetto agli altri atenei (il 25% contro il 33% circa degli altri 2 atenei).

“Oltre a questa operazione, abbiamo convenuto di incrementare i posti dell’emergenza-urgenza in tutti gli atenei, in considerazione delle problematiche di organico presenti nel settore, con una specifica riserva di accesso ai contratti regionali per i medici che hanno o hanno avuto attivo nel corso del 2021 un contratto a tempo determinato con una delle aziende del servizio sanitario toscano. Si tratta di un canale specifico, riservato a quei giovani professionisti che hanno contribuito a salvaguardare l’operatività dei servizi di Pronto Soccorso in una difficile congiuntura”.