Il San Donato respira meglio: chiusa anche la degenza Covid di pneumologia

Rimane, quindi, un solo reparto Covid con 17 posti letto che viene gestito da un’equipe mista formata da infettivologi e pneumologi

Un solo reparto con 17 letti  al piano zero del sesto blocco. Il San Donato riflette, specchio fedele, l’allentamento della morsa Covid. La degenza Covid si riduce ulteriormente: dopo la chiusura del reparto gestito da malattie infettive è adesso la volta di quello nelle mani di pneumologia.

Rimane, quindi, un solo reparto Covid con 17 posti letto che viene gestito da un’equipe mista formata da infettivologi e pneumologi. Sarà in grado anche di gestire le prestazioni subintensive e sarà quindi un filtro per la terapia intensiva Covid che si avvia al dimezzamento: attualmente ci sono 4 pazienti.

“Il reparto Covid 2 – ricorda Raffaele Scala, Direttore di pneumologia – ha registrato 648 ricoveri con un indice di elevata gravità dei pazienti: per insufficienza respiratoria, complicanze e intensità assistenziale. I pazienti sono stati seguiti non solo da medici,  infermieri e operatori socio sanitari ma anche da fisioterapisti”.

Il 92% dei pazienti ha ricevuto assistenza respiratoria non invasiva integrata. “Il 60% con la Cpap (pressione positiva continua delle vie aeree), un altro 60% con l’alto flusso e un  30% con la ventilazione meccanica non invasiva. Percentuali che confermano come lo stesso paziente, nel corso della degenza, abbia avuto trattamenti  diversi di supporto respiratorio.

I tre quarti sono stati trattati con la pronazione, cioè una posizione distesa con la faccia rivolta verso il basso e due terzi con analgosedazione per migliorare comfort dei pazienti costretti a subire un trattamento continuativo ( media 9 giorni con punte massime che hanno superato il mese di ventilazione continua). Solo il 9% dei pazienti – sottolinea Scala – è stato intubato e trasferito in terapia intensiva. Da aggiungere che sono stati trattati anche 5 pazienti tracheostomizzati provenienti dalla terapia intensiva. Durante l’emergenza Covid la pneumologia con la Utip ha continuato a trattare casi non Covid gravi: circa 90 pazienti da novembre a maggio”.

Barbara Innocenti, Direttrice del San Donato, alza lo sguardo sul futuro: “un altro passo importante verso la nuova normalità, ovvero la condizione per cui l’ospedale avrà un reparto dedicato Covid di 17 letti a gestione multidisciplinare e una flessibilità nell’organizzazione dei letti che permetterà di rispondere anche ad esigenze di cure subintensive.

Nelle prossime settimane, appena sarà possibile, riorganizzeremo la terapia intensiva, poi sarà la volta della riapertura progressiva di tutte le altre degenze specialistiche no Covid, mediche e chirurgiche, alla fine dell’estate.  Quest’ultimo anno e mezzo ha richiesto all’ospedale un lavoro straordinario per il quale si sono prodigati senza risparmio operatori altrettanto straordinari che sento il dovere di ringraziare profondamente.

Ripartiamo da tutti questi professionisti per dare all’ospedale un nuovo slancio, consapevoli che ancora tanto lavoro dovrà essere fatto in molti ambiti ma con la certezza di poter contare sull’impegno di tutti”.