Palù: “Entro lunedì via libera Aifa a vaccino per bambini 5-11 anni”

Con la variante Delta il Covid-19 è diventato una malattia dell'infanzia, tra le prime dieci cause di morte per i bambini

Credo che noi di Aifa saremo pronti anche oggi. C’è anche il pronunciamento dell’agenzia, quindi credo che nel fine settimana, al massimo lunedì prossimo, noi ci pronunceremo“. Lo afferma alla Dire il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco e membro del Comitato tecnico scientifico, Giorgio Palù, in merito alla decisione odierna di Ema, che ha dato semaforo verde al vaccino anti Covid-19 di Pfizer per i bambini dai 5 agli 11 anni.

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Una decisione, secondo Palù, che potrebbe delineare una maggiore spaccatura tra il mondo ‘no vax’ e quello di quanti sono, invece, fortemente convinti della sicurezza e della bontà del vaccino anche per questa fascia d’età. Il presidente Aifa si augura “ovviamente che questo non accada e credo che questa vaccinazione vada raccontata e comunicata con i dati solidi che abbiamo a disposizione, soprattutto da chi l’ha già autorizzata, dove questo vaccino si utilizza già, come gli Stati Uniti e l’Austria, e spiegare come in questa fase l’infezione dai 5 agli 11 anni sia cresciuta fino al 30%, mentre nella prima fase, quando circolavano varianti meno contagiose, l’infezione non superava il 3%-4% nella fascia 5-11 rispetto alle altre. In quella fase i bambini si infettavano meno con le altre varianti e trasmettevano in misura inferiore, con questa variante non è così. Succede lo stesso, ma vanno valutati i rischi del vaccino e quelli di prendere il Covid”.

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Palù denuncia che “ormai ci sono decine di migliaia di bambini in ospedale e un terzo di questi non ha neanche una causa concomitante. Una volta, con la variante Alfa si contagiavano e soccombevano i bambini che avevano grosse patologie, ma oggi non è così. Vediamo ricoverati in rianimazione anche i bambini mentre il vaccino ha dimostrato effetti collaterali banali, solo locali. Non si parla nemmeno di quello che era il rischio per gli adolescenti nella fascia dai 12 ai 30 anni dove, soprattutto nei maschietti, in uno su 15mila c’era la presenza di miocarditi, che qui non si sono invece mai viste”.

Palù ribadisce che “i bambini possono infettarsi e trasmettere ma soprattutto ammalarsi ed una delle conseguenze peggiori è quella sindrome simil Kawasaki che consiste in una infiammazione multisistemica, ossia che può prendere molti organi, tra cui anche il cuore e l’apparato respiratrorio e dare conseguenze gravi per un bambino. L’Agenzia regolatoria pesa rischi e benefici: quindi, rischi e benefici del vaccino e rischi della malattia”.

Il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco e membro del Cts, si rivolge direttamente alle famiglie italiane e afferma: “Cari genitori, guardate responsabilmente a quello che è il rischio del vaccino e il rischio della malattia. Siete voi che prendete una decisione per i vostri figli, è un atto di grande responsabilità. Ricordiamoci che non stiamo proteggendo solo gli anziani, adesso stiamo proteggendo anche i bambini”. Palù aggiunge che “non c’è solamente un rischio malattia, c’è un rischio ‘social‘, perché i bambini hanno diritto, più di altri, di giocare, di fare la loro vita, di andare a scuola, di apprendere, di divertirsi e di comunicare. E, soprattutto durante i lockdown e nelle restrizioni, abbiamo visto anche forme di depressione con carattere asociale. Non possiamo far soffrire questo ai bambini”.

Il presidente Aifa si rivolge nuovamente ai genitori e precisa che “adesso, con la presenza della nuova variante del Covid, questa è diventata una malattia dell’infanzia, una malattia pediatrica, una malattia tra le prime dieci cause di morte per i bambini. Il rischio di contrarre il Covid è maggiore di quello che può avere un bambino se contrae la varicella o il morbillo. Ecco perché è giustificata la vaccinazione contro il Covid-19, come per le altre malattie pediatriche”, conclude.

Agenzia DIRE
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