Valdarno Jazz Summer 2021, finale di stagione a San Giovanni: parata di star col John Patitucci Trio feat Chris Porter & Brian Blade

La rassegna di jazz itinerante valdarnese è giunta alla sua conclusione: lunedì 26 luglio (ore 21.30, piazza Masaccio a San Giovanni Valdarno) scenderà in campo un vero e proprio manipolo di star, il John Patitucci Trio che vede protagonista il celebre bassista di New York accompagnato per l'occasione dal sassofonista Chris Potter e dal batterista Brian Blade.

John Patitucci © Roberto Cifarelli

FIRENZE. Lunedì prossimo, 26 luglio, Valdarno Jazz, la rassegna di jazz itinerante valdarnese, giunge alla sua conclusione (ore 21.30, piazza Masaccio a San Giovanni Valdarno) e per farlo sceglie di mettere in campo un vero e proprio manipolo di star, il John Patitucci Trio che vede protagonista il celebre bassista di New York – ma di chiare origini italiane – accompagnato per l’occasione dal sassofonista Chris Potter e dal batterista Brian Blade. Si tratta dell’unico concerto a biglietto dell’intera stagione: ingresso 15 euro intero, 12 euro ridotto, posto unico con assegnazione. Per informazioni e prevendite telefonare Music Pool 055.240397 oppure Pro Loco di San Giovanni Valdarno 055.9126268.

Valdarno Jazz è una rassegna di jazz itinerante che nel corso degli anni ha sviluppato un profondo rapporto con l’omonimo territorio che la ospita: giunta questa estate alla sua 38esima edizione è ancora una volta figlia della direzione artistica dei musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia.

John Patitucci è nato a Brooklyn, New York, nel 1959 e ha iniziato a suonare il basso elettrico all’età di dieci anni, cimentandosi successivamente con il basso acustico e il pianoforte. Passa rapidamente dal suonare soul e rock al blues, al jazz e alla musica classica: i suoi gusti eclettici gli hanno fatto esplorare tutti i generi musicali come musicista e compositore. Le sue sei registrazioni da solista per la GRP Records e le sue registrazioni successive gli hanno portato due Grammy Awards oltre a quindici nomination. È risultato tra l’altro “migliore bassista jazz” in un sondaggio dei lettori indetto dalla rivista Guitar Player Magazine nel 1992, 1994 e nel 1995 e “miglior bassista jazz” in quello della rivista Bass Player nel 1993, 1994, 1995 e 1996. Ha insegnato musica e composizione in molti seminari e scuole di musica in tutto il mondo ed è stato direttore artistico della Bass Collective, una scuola per bassisti di New York. John è anche regolarmente coinvolto con il Thelonius Monk Institute of Jazz e ha insegnato nel programma Betty Carter Jazz Ahead a Washington nel 2000.

Chris Potter, nato a Chicago nel 1971, inizia una lunga serie di collaborazioni, già a partire dai primissimi anni ’90, con musicisti del calibro di Patricia Barber, Marian McPartland, Mingus Big Band, Paul Motian, Ray Brown, Jim Hall, James Moody, Dave Douglas, Joe Lovano, Wayne Krantz, Mike Mainieri, Steve Swallow, Steely Dan, Dave Holland, Joanne Brackeen, e altri, oltre che incidere album a suo nome. Chris Potter viene considerato, grazie alle sue eccellenti abilità tecniche, alla versatilità con cui affronta diverse situazioni musicali, e al suo temperamento sperimentale e innovativo, come uno dei migliori sassofonisti jazz viventi.

Brian Blade, nato a Shreveport, classe 1970, ha i primi contatti con la musica tramite il gospel. Il suo nome è legato alla lunga collaborazione con Joshua Redman oltre che con altri musicisti di fama internazionale dal calibro di Wayne Shorter (è membro stabile del suo quartetto dal 2000), Herbie Hancock, Kenny Garrett, John Patitucci, Joni Mitchell e, al di fuori del panorama jazz, Bob Dylan. Come leader, dal 1997 è attivo con i The Fellowship Band con i quali ha pubblicato 4 album, mentre è del 2009 il suo primo lavoro discografico come cantautore dal titolo Mama Rosa.