Francesco Rossi, la nuova lancia di Porta del Foro: “Finalmente è arrivato il mio momento”

Trent'anni ancora non compiuti, probabilmente in sella al micidiale Rocky, "Tallurino" è pronto a debuttare alla 141ᵃ edizione della Giostra del Saracino

di Andrea Giustini

Ieri il Quartiere di Porta del Foro lo ha annunciato. Alla Giostra del 18 giugno 2022 il cavaliere che scenderà in piazza al fianco di Davide Parsi sarà Francesco Rossi. Classe 1992, ex giostratore di Sant’Andrea, e con un soprannome, “Tallurino”, che dà l’idea di un piccolo e scaltro volatile, Rossi era una promettente riserva giallo-cremisi. Adesso è riuscito a coronare il sogno di una vita: correre da titolare. Debutterà in Piazza Grande sostituendo Gabriele Innocenti, giostratore che nella 138ᵃ edizione del Saracino portò la Chimera a vincere la Lancia d’Oro, dopo ben 12 anni. La nuova lancia di San Lorentino aveva già dato un assaggio delle sue capacità nel 2019, quando vinse il premio “Miglior Giostratore di Riserva” del Gran Galà Correr Giostra. Aveva poi gareggiato nelle prove generali delle ultime tre edizioni della Giostra, marcando rispettivamente due V e due IV. La Redazione di ArezzoWeb Informa ha avuto modo di fargli una breve intervista.

Da dove viene il soprannome “Tallurino”?

«Il soprannome Tallurino è venuto fuori ad una delle prime cene alle scuderie del Quartiere di Porta Sant’Andrea. A un quartierista, mentre scherzavamo, è venuto in mente questo nome: forse perché all’epoca ero piccolino, sempre in mezzo a loro più grandi, una cosa del genere. Ad ogni modo da lì sono per tutti, nel mondo giostresco e anche a casa, Tallurino».

Cosa si prova a realizzare il sogno di correre la Giostra?

«Sono anni che lavoro per arrivare a questo, finalmente dopo tanti anni è arrivato il mio momento. Spero di ripagare come merita il Quartiere e tutti i quartieristi per avermi dato questa grande possibilità. Ne sarò eternamente grato».

Giunge inaspettata la notizia? O te lo aspettavi che a questa Giostra saresti stato chiamato a correre da titolare?

«Nella Giostra di sicuro non c’è niente. Io ero e sono consapevole di aver lavorato bene, e in questi anni a Porta del Foro sono cresciuto ancora: quindi ci speravo come tutti. Naturalmente per chi come noi fa questo, l’obbiettivo è appunto correre, però ci sono cose che alla fine non possiamo decidere noi».

E’ noto che il tuo Quartiere di origine è Sant’Andrea: da quanto sei in Porta del Foro? Cosa ti ha spinto a cambiare?

«Sono in Porta del Foro dal 2019 dopo che, a fine 2018, il Quartiere di Porta Sant’Andrea mi comunicò che non mi avrebbe rinnovato il contratto. Così dal 1 gennaio 2019 ero libero da impegni giostreschi e Porta del Foro mi contattò quando cambiarono coppia di giostratori titolari. Decisi quindi di continuare rimanendo nell’ambiente giostresco e avendo io come obbiettivo la corsa della Giostra».

E il nuovo Quartiere come ti ha accolto?

«Questa è una cosa che mi ha sempre colpito e mi ha fatto un enorme piacere, perché dal primo momento che sono arrivato a Porta del Foro sono stato accolto come uno di famiglia. È proprio la sensazione che ho avuto e che ho tutt’ora: essere in famiglia».

Com’è fare squadra con Davide Parsi?

«È bello, piacevole. Lui è un vulcano: va tenuto a freno qualche volta ma proprio per questo dà una grandissima carica. Cercheremo di compensarci per trovare il nostro miglior equilibrio».

Parlaci un po’ dei sacrifici, degli allenamenti cui si va incontro a certi livelli: cosa significa diventare ed essere giostratore professionista?

«I sacrifici sono tanti, però se questo è il tuo obbiettivo la fatica viene un po’ meno. Ormai oggi giorno gli allenamenti e la preparazione sono uguali per tutti i giostratori, titolari e riserve. Può cambiare qualche piccolo dettaglio ma quasi per niente. Questo è di grande preparazione anche per chi, proprio come me, ha fatto la riserva per tanti anni: perché ti prospetta subito quale sarà il lavoro da fare, e ti fa capire se sarai disposto a farlo per tanti anni».

Quale cavallo ti accompagnerà il 18 giugno?

«Il cavallo non è ancora sicuro diciamo, ma Rocky, che è il cavallo con cui ho corso le ultime prove generali, è quello con cui dovrei fare l’esordio. È un cavallo nato per fare la giostra, è veramente, come si dice ad Arezzo, micidiale. Quando entra in piazza è come se fosse altrove, questo è il suo grande pregio».

Infine un gioco di parole: è una chimera vincere questa Giostra per Porta del Foro?

«Per me l’obbiettivo principale è rompere il ghiaccio e dimostrare al Quartiere che la scelta fatta è stata giusta, poi come si dice, l’appetito vien mangiando quindi ci prepareremo al meglio per competere alla pari con tutti».

Francesco Rossi in sella a Rocky