Il Comitato Stazione Alta Velocità Arezzo incontra il presidente Eugenio Giani

Matteo Galli, Vincenzo Ceccarelli e Domenico Alberti consegnano le 5.000 firme ad Eugenio Giani

di Andrea Giustini

La petizione per una stazione alta velocità ad Arezzo è arrivata in Regione Toscana. Alle 12:00 di ieri mattina Matteo Galli e Domenico Alberti, rispettivamente Presidente e Segretario del Comitato SAVA (Stazione Alta Velocità Arezzo), hanno incontrato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Assieme al consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, presidente del gruppo consiliare Pd, nonché Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della scorsa Giunta, hanno simbolicamente affidato al presidente le 5.000 firme attualmente raggiunte dalla petizione su change.org, rappresentate da una cornice. L’auspicio è che la Regione terrà adeguatamente in considerazione la volontà espressa da molti cittadini.

«Il Comitato SAVA – ha esordito Domenico Alberti – nasce dal giovane ingegnere aretino Matteo Galli, che vive con la famiglia a Bruxelles, e lì lavora. E’ sempre stato attento alle dinamiche trasportistico-ferroviarie ed ha riaggiornato il grande studio che nel 2015 Vincenzo Ceccarelli commissionò come Assessore Regionale alle Infrastrutture, e che coinvolse ben tre Università. E’ da questo importante studio che siamo ripartiti come Comitato, perché tra la pandemia e fra l’indirizzo di mobilità sostenibile che l’Europa sta dando agli stati membri, abbiamo sentito la necessità di continuare a sensibilizzare cittadini, categorie economiche, organizzazioni professionali, associazioni ecc., sulla bontà della proposta che vi era contenuta: Arezzo è collocata strategicamente nel corridoio Firenze-Roma».

Durante l’incontro sono stati ripercorsi i motivi tecnici che rendono opportuna la possibilità di una stazione AV ad Arezzo. Al presidente Giani è stato donato un libretto, appositamente preparato dal Comitato, riassuntivo di tutti i dati. In particolare si è parlato dei limiti che che si avrebbero nel caso di una stazione nel senese, e del fatto che, sebbene l’opzione di Chiusi sia per alcuni aspetti quella tecnicamente migliore, manca tuttavia di un bacino di utenza adeguato e di possibilità di scambio inter-modale al passo coi tempi.

«Lo stesso sindaco di Chiusi – ha spiegato il consigliere Vincenzo Ceccarelli – ha convenuto che sarebbe meglio una stazione ad Arezzo piuttosto che a Farneta. Perché nel primo caso vi sarebbe la possibilità di raggiungerla in più modi, dalla modalità ferro-ferro a quella gomma-ferro. Nel caso di Farneta invece, la stazione sarebbe raggiungibile solo su gomma, e questo farebbe perdere all’infrastruttura tutta la centralità».

«Nel solo territorio di Arezzo – ha poi spiegato il Segretario Alberti – vi sono 40.000 imprese iscritte al registro, delle quali 1.200 solo nel comportato orafo: c’è quindi anche una ragione di natura imprenditoriale dietro la scelta di una stazione AV nell’aretino, oltre che turistica e dei servizi che potrebbero beneficiarne. Conferma come il bacino di riferimento sia prevalente rispetto alle altre opzioni già analizzate nello studio regionale fatto nel 2015».

Infine il Comitato SAVA, assieme al consigliere Ceccarelli, ha espresso l’esigenza di realizzare un nuovo studio di carattere tecnico, che dovrebbe dare la spinta adeguata per portare a compimento la proposta. Non hanno tuttavia chiuso ad altre possibilità. Si sono detti aperti ad ascoltarne qualsiasi altra, a patto però che sia fondata. «Se qualcuno porta altri aspetti o ragionamenti che sono altrettanto oggettivi – ha detto il consigliere Ceccarelli -, che dicono che la soluzione migliore sarebbe un’altra rispetto a quella di Arezzo, ben venga. Però che siano basati su numeri, dati, e che abbiano un concreto fondamento tecnico-scientifico».

Il presidente Giani ha letto con attenzione il libretto preparato appositamente dal Comitato. Al termine dell’incontro, ha convenuto che, considerando i costi, le possibilità di scambio intermodale e il bacino di utenza che servirebbe, l’opzione di una stazione AV ad Arezzo risulta la più ragionevole. Ha inoltre ringraziato il Comitato SAVA, perché con l’iniziativa della petizione su change.org ha riportato attenzione e soprattutto interesse di imprese, istituzioni e cittadini su di un tema molto importante.

«Proseguiremo nella nostra raccolta firme – ha dichiarato a conclusione dell’incontro Domenico Alberti – il nostro obbiettivo adesso è arrivare ad almeno 10.000 firme».