“Vedere il giorno e la notte”. A Palazzo Concini una mostra sull’impegno civile di Venturino Venturi

Inaugurazione giovedì 22 settembre, ore 17.30 22 settembre 2022 – 8 gennaio 2023

Inaugura domani, giovedì 22 settembre, ore 17.30, a Palazzo Concini “Vedere il giorno e la notte”, una mostra sull’impegno civile di Venturino Venturi.

Il progetto, in più tappe espositive, mette in rete istituzioni culturali di riferimento per il Valdarno. Gli eventi espositivi, ideati e curati da Lucia Fiaschi (direttrice Museo Venturino Venturi) e da Andrea Rauch, nascono dalla riflessione dei curatori circa la necessità di proporre all’attenzione del pubblico una straordinaria stagione che vide al centro della riflessione storica ed artistica la memoria delle drammatiche vicende che ferirono particolarmente la Toscana, ma che fu anche segno di attenzione verso tematiche di vita civile. La capillare comunicazione, della quale i manifesti editi dal 1970 al 1990 furono elemento di punta, ricostruì ferite che cominciarono a riconoscersi in un rinnovato cammino di condivisione di valori etici e civili.

La ricorrenza del ventennale della scomparsa di Venturino Venturi, chiamato spesso al monumento a tema civile, è per il carattere poetico e visionario dei suoi interventi, più che l’occasione, la sostanza prima di questo progetto – basti ricordare come il Murale di Castelnuovo dei Sabbioni in memoria delle vittime della strage nazifascista del 4 luglio del 1944 ancora oggi preservi integra la sacralità della memoria e conservi segni di speranza e di vita.

Per Venturino Venturi la declinazione dell’impegno è stata sempre strumento privilegiato di dialogo con la comunità civile. Spesso chiamato ad onorarne la memoria anche a motivo dell’altissimo profilo etico che lo ha sempre contraddistinto, si è cimentato con una produzione ‘monumentale’ di poetica e visionaria sintesi che da Firenze, con il Monumento ai martiri del nazismo di Piazza Tasso, lo ha condotto a Loro Ciuffenna con il Monumento alla famiglia umana passando per Chitignano per poi raggiungere Castelnuovo dei Sabbioni con il Murale per la memoria della strage nazifascista del 4 luglio 1944. Chiamato al concorso di Londra del 1947 per la memoria dei prigionieri politici ebbe l’onore del podio. Venne poi il tempo del Monumento di Piazza Tasso, un blocco di pietra savonniére scavato all’interno a suggerire il ventre sterile per l’immane tragedia dei campi di sterminio. Successivamente Venturi lavorò a Verbo nascente, un macigno scavato longitudinalmente per una sublime Ascensione, ma dedicato alle vittime di tutte le guerre, indi il Monumento alla famiglia umana di Loro Ciuffenna in memoria della Resistenza: un marmo statuario con scolpito un uomo che sostiene di spalle la donna con in braccio il bambino, sintesi poetica di speranza, che ottenne il plauso di Ragghianti che spesso, per contro, dichiarava la propria avversità al monumentalismo italiano dalle cui trappole Venturi sfuggì sempre. In mostra monotipi a olio su carta che preludono alla espressione monumentale e approfondiscono temi strettamente connaturati alla poetica venturiniana.