PdCI sul Centro di Riabilitazione del Valdarno

AREZZO – Anche la provincia di Arezzo non è immune dal difficile periodo socio-economico che attraversa il Paese.
Molti sono gli indicatori che purtroppo evidenziano tale realtà (industriale, occupazionale, servizi socio-sanitari) e che, opportunamente, sono all’attenzione della Classe Politica. E’ la Classe Politica (e gli Amministratori che la stessa produce) che deve, dopo aver effettuato le necessarie ed approfondite analisi, porre in essere le giuste strategie di sviluppo.
Tra i settori che non sfuggono a progressivi rischi di riduzione dei Servizi vi è quello della Sanità.
Discutibili forme di concentrazioni stanno provocando riduzione di Servizi Sanitari ed al contempo forte riduzione di spazi occupazionali.
Quando in una zona si riduce il monte salari è facilmente comprensibile la ricaduta socio-economica sulla stessa collettività dove questo si sta realizzando.
Ne sono eclatanti esempi, nell’ultimo decennio, la zona del Casentino, della Valtiberina, della Valdichiana e della stessa Arezzo.
In Valdarno si sta assistendo oggi ad un paradosso.
Nell’Ospedale de “La Gruccia”, è operativo da poco più di due anni un Centro di Riabilitazione che eroga prestazioni sia in ambito Ospedaliero che Territoriale.
Rappresenta uno dei rarissimi esempi nazionali di continuità assistenziale.
In questa struttura infatti sono assistiti pazienti in gravissime condizioni acute e post-acute.
Dopo un anno di attività ,la gestione del Centro ha già permesso di raggiungere un utile netto di esercizio.
Si tratta di una realtà che avrebbe tutte le condizioni per una ulteriore e forte espansione, stante l’elevato numero di utenti che, ci risulta, chiedono prestazioni.
Si assiste, viceversa, alla impossibilità di ricoverare per i limiti imposti dalla Azienda Sanitaria di Arezzo, dalla cosiddetta Area Vasta e quindi della stessa Regione Toscana;
Incredibile ma vero!
Possibile che di fronte ad una tale realtà, che permetterebbe un forte incremento di posti di lavoro e maggiore ricchezza (grazie anche all’indotto) per il Valdarno, la sopra citata Classe Politica nulla compie o peggio tutto fa per impedire tale sviluppo?
Possibile che non si voglia promuovere un Centro di Riabilitazione che ha una prospettiva di oltre 90 posti letto e centinaia posti di lavoro assicurati?
Possibile che si rinunci a farlo diventare un Polo di attrazione per utenti provenienti da ogni parte della Toscana ed extra Regione, con ,ripetiamo,il positivo indotto che ciò determina?
Noi non temiamo che il cosiddetto passaggio dalla SPA alla gestione diretta della AUSL 8, talvolta ventilato, sia unicamete una scusa tesa, non solo ad impedire lo sviluppo del Centro di Riabilitazione, ma addirittura preluda alla sua progressiva chiusura.
A chi giova tutto ciò? Quali interessi si nascondono? Chi sono i soggetti pronti a fagocitare il tutto?
Solo sospetti? Può darsi, ma attendiamo smentite con i fatti e non con parole più o meno demagogiche.
Noi siamo pronti a sostenere e a favorire il ritorno della gestione alla AUSL 8. In tal senso consideriamo importante l’intervento del Segretario della Funzione Pubblica Torzini. Ma aspettiamo preventive assicurazion e successive certezze da chi ha la responsabilità in materia e cioè la Regione Toscana, la Conferenza Provinciale dei Sindaci, l’Area Vasta, la AUSL 8.
Noi chiediamo almeno che:
1. permanga in Valdarno un Centro di Riabilitazione con gli attuali posti letto e con la stessa articolazione;
2. sia garantito il passaggio alla dipendenza pubblica dei Lavoratori che attualmente lavorano nel Centro di Riabilitazione;
3. si provveda a ristrutturare l’ex Ospedale di Terranuova Bracciolini destinandolo ad attività riabilitative territoriali.
Se tutto questo si realizzerà con:
a) atti del Consiglio Regionale Toscano che revochi l’attuale Sperimentazione Gestionale ed approvi una specifica Legge per il passaggio del personale alla dipendenza pubblica;
b) atti della Giunta Regionale che confermi nella Strategia Regionale Toscana la presenza del Centro di Riabilitazione, dando specifici indirizzi all’Area Vasta ed alla AUSL 8, previo confronto con la Conferenza Provinciale dei Sindaci;
c) atti dell’Area Vasta e della AUSL 8 conseguenti al punto b);
d) atti della Conferenza dei Sindaci;
e) accordi con le OO.SS.;
f) piano di investimento per la ristrutturazione dell’ex Ospedale di Terranuova Bracciolini
allora e solo allora svaniranno i nostri sospetti e le nostre preoccupazioni.
Nel frattempo si sollecita l’intervento del Consiglio Regionale affinché provveda alla verifica dei risultati del Centro di Riabilitazione, in piena e coerente applicazione della propria delibera di approvazione sulla Sperimentazione Gestionale del Centro di Riabilitazione del Valdarno.

Partito dei Comunisti italiani
Zona Valdano