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Riappare in Congo specie creduta estinta

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La foresta ha custodito un segreto per 50 anni: l’okapi non è scomparso dal Congo. Il WWF annuncia che dopo mezzo secolo l’okapi è stato riscoperto nel parco nazionale Virunga, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. La rarissima specie, un lontano parente della giraffa è stata ritrovata nella parte pianeggiante del parco nazionale Virunga, nascondiglio di vari gruppi ribelli negli ultimi 20 anni. Per questo motivo non è stato possibile in questo arco di tempo verificarne la presenza. L’instabilità politica e la natura del terreno ha fatto sì che non si tagliassero gli alberi e non si insidiassero fattorie, il che spiega, secondo il WWF, la ragione per la quale le specie rare non siano state notate. Lo sforzo congiunto del WWF e dell’ ICCN (Istituto congolese per la conservazione della natura) ha permesso, in un’area tormentata dalla guerra civile e dall’instabilità politica, questa interessante ri-scoperta.

L’okapi vive solo nelle alte foreste primarie nella parte orientale della Repubblica, soprattutto nella riserva di animali e piante selvatiche, ubicata intorno al villaggio di Epulu. Ma la specie fu scoperta in origine ancora più ad est nelle foreste che si trovano nella vallata Semliki, ora nel parco nazionale Virunga – creato nel 1925, oggi patrimonio mondiale protetto da leggi nazionali ed internazionali perché habitat di specie a rischio estinzione come il Gorilla di Montagna e l’okapi appunto. Secondo i documenti ufficiali questo è il primo segno di presenza nel parco nazionale Virunga dall’agosto del 1959.

“La riscoperta degli okapi nel parco nazionale Virunga –spiega Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia- dopo quasi mezzo secolo è un segno positivo. Significa che le foreste sono ancora vive, nonostante il lungo periodo critico che la RDC ha vissuto. Le foreste sono un patrimonio dell’umanità per la biodiversità, e questa riscoperta dimostra quanto oggi più che mai sia importante portare avanti un’azione di tutela funzionale e permanente che permetta la conservazione delle foreste primarie come di tutte le foreste vergini del mondo”.

Il WWF Italia invita il nostro paese a fare un’ulteriore riflessione rispetto al tema delle foreste. L’Italia infatti è tra i primi consumatori mondiali di legname. “Dal cuore delle foreste africane –sottolinea Massimiliano Rocco, responsabile del programma Traffic e sviluppo del programma Specie del WWF Italia- arriva la maggior parte del legname per il mercato italiano, risorse strappate in gran parte da foreste vergini. L’Italia è in prima fila nel commercio di legno, ciò vuol dire che gioca un ruolo di responsabilità per la sopravvivenza delle foreste e delle specie in esse custodite come Gorilla di montagna e altre specie a rischio estinzione. La responsabilità si deve tradurre necessariamente in azioni concrete per la tutela. Questo uso/abuso di legname influenza il mercato dell’Africa Centrale, occorre intervenire con tempestività e adoperarsi per far approvare le Convenzioni Internazionali e gli accordi bilaterali come la Flegt perché si arrivi ad un uso sostenibile del legname e un impegno concreto per sconfiggere il taglio e il commercio illegale. Questa è la sola strada per la tutela delle foreste e della biodivesità”.

“Dato che l’okapi è il simbolo nazionale dell’ICNN, vederlo di nuovo a Virunga è molto incoraggiante per i nostri ranger, che negli ultimi anni hanno attraversato tempi difficili, ed un premio per il loro impegno leggendario,” ha detto Norbert Mushenzi, custode senior dell’area in cui è avvenuta la scoperta. “L’ICCN ha bisogno continuo di sostegno da parte dei suoi partner e dei locali per fermare le attività illegali nel parco e per conservare le foreste e le specie selvatiche per le generazioni future.”

Articlolo scritto da: WWF Italia