Indagine dell’Ascom sui saldi

AREZZO – In provincia di Arezzo i saldi stanno diventando una “scienza”. E’ infatti con un approccio sempre più razionale che il consumatore si prepara all’avvio delle vendite di fine stagione. E il 7 gennaio è già pronto, lista alla mano, ad acquistare i capi preferiti nei negozi in cui li ha ammirati già da qualche tempo, con la speranza che ci sia ancora la taglia giusta.
Lo confermano gli operatori intervistati dall’Associazione dei Commercianti. Un campione rappresentativo, per ubicazione e tipologia, degli oltre mille negozianti di abbigliamento e calzature coinvolti nel fenomeno.
“Ormai” dice il direttore dell’associazione di categoria Franco Marinoni “molte famiglie si sono organizzate e rimandano a fine stagione gli acquisti più importanti, come capispalle e stivali. Si assiste quindi ad uno spostamento progressivo dei tempi di acquisto dopo il Natale, per alcuni prodotti classici. L’acquisto di impulso a inizio stagione rimane valido per i prodotti di moda ma meno costosi, come maglie o accessori in pelle. Il cliente-tipo interessato ai saldi è preparato, attento alla moda, si muove cercando il prodotto specifico e preferisce merce di qualità. Sceglie capi a marchio garantito oppure si rivolge a negozi di cui ha fiducia”

Nel complesso si calcola che ogni famiglia aretina abbia riservato per i saldi una somma di circa 380 euro. “Sono le donne a spendere di più in questo periodo” confermano dall’Associazione dei Commercianti “con una media di 150 euro a testa. Gli uomini che amano la moda sembrano invece meno parsimoniosi, visto che fanno gli acquisti subito all’inizio dell’autunno”.
Per quanto riguarda l’andamento degli incassi nelle prime due settimane dei saldi , la maggioranza degli operatori registra un +10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complice il clima eccezionalmente mite dell’inverno 2006/2007, che ha permesso di rimandare il rinnovo del guardaroba.
“E’ un dato positivo che aiuta a bilanciare la stasi dei mesi precedenti al Natale” spiega il direttore Marinoni “e che forse è destinato a salire visto che secondo le previsioni l’inverno vero sta arrivando adesso. Nei prossimi giorni molti clienti ci chiederanno giubbotti e maglioni pesanti” confermano i commercianti “mentre finora ci chiedevano quei capi di mezza stagione che sono un po’ spariti dalle collezioni degli stilisti”.

I ribassi più forti, del 40 o 50%, riguardano in genere l’abbigliamento, più suscettibili al rapido passaggio delle mode, mentre quelli più contenuti, in certi casi non superiori al 20%, riguardano il settore calzature. “Un esempio per tutti”
spiegano gli addetti ai lavori “lo stivale che stiamo vendendo da qualche anno a questa parte è un classico che funzionerà anche nella prossima stagione”.
“Ma il fenomeno saldi” sottolinea il direttore dell’Associazione dei Commercianti “è in crisi da almeno tre anni a questa parte. Non è questione di crisi economica ma di un cambiamento del mercato per cui è possibile avere sconti tutto l’anno, soprattutto per l’arrivo di outlet e distribuzione organizzata. Ma anche per la scelta aziendale di chi preferisce evitare i saldi e praticare prezzi costanti magari leggermente più contenuti, tutto l’anno”.
“Ad un piccolo negozio si chiede un equilibrio tra qualità e prezzo che duri per 365 giorni. I Bengodi degli sconti sono altri, non sempre garanti della qualità. Anzi” conclude Marinoni “i clienti più attenti sembrano infastiditi durante i saldi dal trovare nei negozi tradizionali ribassi esagerati, che associano soprattutto alla grande distribuzione o agli outlet”.

Articlolo scritto da: Luca Salvadori