Sansepolcro: sabato inaugurazione del nuovo ospedale di Comunità

AREZZO – Sabato mattina, 24 novembre, ore 10,00, alla presenza delle autorità locali, sarà inaugurato il nuovo ospedale di comunità di Sansepolcro. La Valtiberina aveva già una struttura di questa natura (nel 2006 ha registrato la presenza di 99 pazienti), collocata all'interno dell'ospedale cittadino e dotata di sei posti letto. Ma quello che vede la luce sabato prossimo rappresenta davvero una novità, sia in termini organizzativi che strutturali, un modello evoluto di questa esperienza importante che in provincia di Arezzo vede in ogni zona una situazione analoga.
Il nuovo ospedale di comunità è anch'esso collocato nel presidio ospedaliero, ma è dotato di un accesso autonomo rispetto al nosocomio. I locali sono stati completamente rinnovati, con arredi di ultima generazione e uno studio attento degli aspetti architettonici, da quelli più normali come la assenza di barriere a quelli più raffinati della cura delle tinteggiature vivaci ed accoglienti delle stanze. In tutto, sette camerette con servizi dedicati, un soggiorno, la cucina, locali igienici assistiti ed una saletta per gli operatori.

Si passa così da sei a quattordici posti letto ordinari, con un investimento complessivo, fra parte edilizia e arredi di 300mila euro. Si stima, grazie al potenziamento ed alla riorganizzazione funzionale effettuata, di poter assorbire il ricovero annuo di 220 pazienti, 120 in più delle capacità attuali. La dotazione organica chiamata a garantire l'assistenza sulle 24 ore è composta da un coordinatore, 6 infermieri e 7 OTA /OSS.

L'Ospedale di Comunità assolverà anche compiti di natura riabilitativa e faciliterà il rientro dei pazienti ricoverati in ospedale verso il proprio domicilio. L'ospedale di comunità, vale la pena ricordarlo in questa circostanza, è un nuovo modello organizzativo che si pone come struttura intermedia fra l'ospedale tradizionale ed i servizi territoriali. E` gestito dai medici di medicina generale ed è rivolto a persone prevalentemente anziane, non autosufficienti, affette da patologie cronico-degenerative associate a particolari condizioni di rischio sociale, che non necessitano del ricovero nell`ospedale per acuti, ma che possono essere assistite a domicilio.

Questo modello assistenziale comporta vantaggi nel comparto socio-sanitario, verso più fronti, innanzitutto, verso la famiglia. Inoltre, consente di evitare il ricorso inappropriato ai servizi di emergenza-urgenza e l`intasamento degli ospedali tradizionali, liberando posti letto, risorse umane e tecnologiche per le situazioni di maggior complessità clinico-diagnostica.