Siccità: Coldiriretti, farà la sua parte per il risparmio idrico

AREZZO – “La responsabilità nel garantire alle campagne l'acqua indispensabile per non far morire il territorio e il Made in Tuscany alimentare sarà accompagnata dal concreto impegno degli imprenditori agricoli per la gestione e il risparmio idrico”. E' quanto afferma il Presidente di Coldiretti Arezzo Tulio Marcelli con riferimento alla situazione di emergenza idrica divenuta ormai di scottante attualità.Occorre – ha sottolineato il presidente della Coldiretti – evitare il rischio concreto che nelle campagne si ripeta il disastro del 2003 quando per effetto congiunto del maltempo e della siccità si sono superati i 5 miliardi di euro di danni all'agricoltura italiana con gravi difficoltà per le imprese del settore e negative ricadute su occupazione ed economia. Siamo pronti a fare la nostra parte – continua Marcelli – ma non si deve dimenticare che la risorsa idrica è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, dell'ambiente e la competitività del Made in Tuscany alimentare. L'agricoltura è impegnata in un difficile processo di rigenerazione con una crescente attenzione alla sostenibilità della crescita per l'ambiente e i cittadini, anche promuovendo l 'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno esigenti. Dai cambiamenti del clima è però chiaro che il problema del caldo e dell'acqua non può essere più affrontato in termini di emergenza, ma serve una nuova cultura delle prevenzione e dell'organizzazione con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono, dunque, – conclude il presidente della Coldiretti Marcelli- interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali del piano irriguo nazionale previsto dalla Finanziaria, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca ed innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.