Tavolo tra Banche e imprenditori Orafi

AREZZO – Una forte sollecitazione era venuta dalla Federazione Orafo-Argentiera di CNA e la Camera di Commercio di Arezzo ha attivato un tavolo per trovare le soluzioni utili al sostegno finanziario delle imprese. Una sede di confronto nata quindi con la finalità di ricercare equilibri con il sistema creditizio in un momento di difficoltà per il comparto orafo.
Gli orafi di CNA Arezzo sono stati fra i promotori e i soggetti costituenti il tavolo al quale hanno partecipato Moreno Carloni, Presidente Provinciale della Federazione e Nino Tagliamonte, Presidente Nazionale. Il tavolo, presieduto dal Presidente Provinciale CNA Mauro Patrussi in rappresentanza della Camera di Commercio, si è costituito per dare seguito alle richieste formulate dagli imprenditori ai rappresentanti del settore bancario.
“Il settore orafo aretino merita la massima attenzione – sottolinea Moreno Carloni. Ricordo che rappresenta il 93% delle esportazioni regionali ed il 29% di quelle nazionali del settore. Arezzo si mantiene uno dei poli orafi italiani con il 27% degli occupati ed il 35% del fatturato. Le imprese sono 1.621 delle quali ben 1.185 sono artigiane e queste occupano 10.500 addetti”.
Ed ecco le priorità individuate: facilitare l'accesso al credito per le imprese orafe e argentiere; favorire il consolidamento dei debiti a breve periodo; creare un fondo da destinare alle imprese del settore; attivare le garanzie dei consorzi fidi anche sul prestito d'uso (da questo punto di vista è stata anche ipotizzata un'azione coordinata tra più consorzi al fine di garantire oltre il 50% del metallo); ridurre l'impatto dei meccanismi a catena in caso di fallimento dei creditori; riavvicinare le imprese del settore alle banche; una più corretta collocazione del prestito d'uso in bilancio: togliere il metallo, che di fatto è materia prima, dall'indebitamento (esposizione bancaria) inserendolo tra i debiti con fornitori.
E' un momento complesso per il settore e CNA Arezzo ritiene fondamentale che gli istituti di credito, soprattutto quelli radicati nel territorio, restino accanto alle imprese per accompagnarle fuori dalla crisi.
“In questa fase sono poche le imprese ancora disposte ad investire – commenta il Presidente degli Orafi CNA. Quelle disponibili, hanno forti difficoltà nell’accedere al credito e, nel caso vi riescano, devono fare i conti con oneri finanziari troppo elevati. La leva finanziaria – prosegue Carloni – rischia di aggiungere tinte ancora più scure ad un quadro già difficile mettendo fuori mercato le imprese ancora sane che potrebbero continuare a fare affidamento su buoni ordinativi. Per queste aziende il recupero di competitività passa attraverso un più facile e conveniente accesso al credito”.
“Oggi l’imprenditore si aspetta dalla banca sostegno ai piani industriali, ai progetti di innovazione – sottolinea il Presidente provinciale Mauro Patrussi. Da parte nostra auspichiamo che le banche avvertano questa esigenza nei confronti delle migliaia di aziende che si attendono un cambiamento del rapporto banca – impresa. Laddove vi sono macrosettori, come quello della moda e dell’oreficeria, che registrano dinamiche tali da influenzare l’andamento del sistema economico locale, occorre, da parte degli istituti di credito, una conoscenza specifica delle caratteristiche del tessuto locale in cui operano e un’analisi accurata degli interventi più opportuni da attuare a sostegno delle imprese. Risultato questo – precisa il Presidente CNA – difficile da attuare in presenza di un istituto che risponde esclusivamente a logiche aziendali e di profitto”.
Nei prossimi mesi proseguiranno gli incontri del tavolo. In previsione CNA ha attivato un sistema di rilevamento delle opinioni dei propri associati da portare all'attenzione dei rappresentanti del settore bancario.