Arezzo sostiene lo sviluppo delle cure primarie a Beirut

AREZZO – “Se la base sarà di sabbia o di roccia dipenderà da noi”. Così Ahamad Hatoum, vice Sindaco della municipalità di Haret Hreik a Beirut Sud, ha salutato la delegazione aretina al termine della prima settimana di formazione sull’organizzazione e la gestione del Centro di cure primarie. Un ringraziamento, quindi, ma anche un’assunzione di responsabilità: “sta a noi proseguire adesso e realizzare quanto appreso”.Il progetto “ArtGold” delle Nazioni Unite vede protagonisti il Comune di Arezzo, la Regione Toscana e Ucodep. Il ruolo di capofila del Comune di Arezzo è puntualizzato dall’Assessore Alessandro Caporali che sostiene “abbiamo un assessorato che opera nella ricerca di risorse economiche e che sta portando avanti con determinazione un’efficace azione sulle questioni legate alla cooperazione internazionale. Gli obiettivi: contribuire a far crescere paesi in difficoltà e, conseguentemente, cercare di diminuire alcuni fenomeni di emigrazioni e soprattutto creare presupposti finalizzati a favorire la pace tra i popoli. Stiamo già operando con interventi di recupero in sei città palestinesi e adesso questa impegno in Libano che sta già dando risultati concreti”.
L’obiettivo del progetto è attivare un nuovo modello interdisciplinare di servizio sanitario di base aperto a tutta la popolazione favorendo il suo completo accesso alle cure primarie. Attualmente la sanità libanese è infatti basata sul sistema assicurativo che taglia fuori circa il 40% dei cittadini.
Il coordinatore di ArtGold è il medico e consigliere comunale Luigi Triggiano: “al progetto formativo hanno partecipato 22 operatori di tre municipalità di Beirut Sud che contano, complessivamente, oltre 400.000 cittadini. Nella parte centrale, insieme alla dottoressa Petrillo e al dottor Grifagni (apripista dell’equipe aretina sostenuta dalla ASL 8), abbiamo affrontato due temi cardine delle cure primarie e cioè la salute materno-infantile e le malattie croniche. Su priorità individuate dagli operatori libanesi abbiamo anche messo a punto tre proposte di lavoro, su cui iniziare a sperimentare il nuovo metodo: sulla valutazione del rischio cardiovascolare per gli ultraquarantenni, sulla diagnosi ed il trattamento del diabete mellito e sulla prevenzione della carie dentale nella popolazione infantile”. Alla presentazione del progetto era presente la neuropsichiatria infantile dottoressa Petrillo che ha commentato: “la guerra causa molti problemi psicologici anche e soprattutto tra i bambini e per intervenire su questo tema abbiamo trovato grande motivazione anche degli operatori locali”. Soddisfazione anche da parte di Ucodep che, come ricorda Riccardo Sansone “siamo presenti in Libano già dal 2006 con programmi di ricostruzione e di dialogo. Il progetto ArtGold unisce motivazione a professionalità di alto livello e questo lo ha reso già particolarmente apprezzato e conosciuto dalla popolazione libanese”. La proposta dell’equipe guidata da Triggiano è stata completamente condivisa delle autorità politiche e sanitarie libanesi: “il nostro Centro di cure primarie non sarà un ambulatorio – ha dichiarato il vice Sindaco Ahamad Hatoum. Deve diventare un luogo dopo offrire servizi all’avanguardia, diagnosi e servizi migliori per la gente. Ma dovrà essere anche uno strumento per favorire un risparmio economico per il cittadino, per razionalizzare la spesa sanitaria e offrire le cure appropriate evitando quelle inutili. È un’esperienza bella e unica che apre nuovi orizzonti di cui abbiamo bisogno e faremo di tutto per mandarla avanti”. Così gli operatori hanno salutato l’inizio dell’esperienza condivisa con Arezzo.
Il progetto di collaborazione tra Arezzo e Beirut, che ha una durata di 3 anni, proseguirà nei prossimi mesi.