Gian Luca Galletti ieri sera ad Arezzo

Ieri sera all’auditorium del Continentale si è svolta la seconda manifestazione elettorale di rilievo dell’Unione di Centro ad Arezzo. Come ha sottolineato Simone Palazzo quella di ieri è stata per l’Unione di Centro una doppia occasione di festa: per la presenza importante in città dell’amico Gian Luca Galletti, deputato e responsabile economico dell’UDC, e per l’inaugurazione della nuova sede provinciale. Anche ieri sera sono giunti segnali positivi dalla cittadinanza, soprattutto legati al successo che queste iniziative stanno ottenendo come partecipazione e interesse. Considerevole soprattutto la presenza giovanile, segnale che il nuovo progetto politico offerto dall’Unione di Cento è realmente sinonimo di un’importante novità.
Potendo godere della preparazione di un ospite importante come Gian Luca Galletti, la serata è ruotata soprattutto intorno all’argomento economico. A aprire la serata è stato Luigi Scatizzi, rappresentante degli amici della Rosa Bianca, che ha introdotto i temi principali dell’incontro: “Lo spaccato elettorale legato ai temi economici è al centro di una battaglia quanto mai comica. I due maggiori partiti si sono messi in gara su chi la dice più grosso sui temi che riguardano il portafoglio degli Italiani: dalle pensioni agli stipendi è tutto un gioco al rialzo. Ma in questo momento difficile per l’economia e per gli Italiani, bisognerebbe inquadrare responsabilmente la situazione del Paese, e questo, diversamente dagli altri, è quello che facciamo noi. E’ l’ora di far scelte: un partito come il nostro ha al centro valori cristiani e la famiglia, ed è intorno a questi punti che deve basare la sua politica economica. Al centro del nostro programma economico c’è la famiglia. Riteniamo che le famiglie vadano aiutate nella crescita, perché è dalle famiglie che deriva il futuro del Paese. E per far crescere le famiglie bisogna fare qualcosa da un punto di vista economico: è dalla famiglia che dipende la crescita economica del Pese stesso, perché è dalla famiglia che si crea il futuro e tutte le speranze legate a questo”. Scatizzi chiude con un augurio a Lorenzo Zirri, candidato dell’Unione di Centro per la Camera dei Deputati: “Zirri nel panorama dei candidati provinciali è l’unico che esprime la nostra conformazione culturale, le nostre radici cristiane e moderate. Ad Arezzo altrimenti abbiamo un candidato di sinistra, che viene dal PCI, e un candidato di destra, che viene da AN; l’unico che può esprimere veramente i valori della gran parte degli elettori, l’unico che può unire l’intera area moderata, è Lorenzo Zirri: per questo tutti noi dobbiamo sostenerlo!”.
Dopo un saluto di Lorenzo Zirri, la serata è stata chiusa da Gian Luca Galletti che, nel suo intervento, ha mirato la sua attenzione sul programma economico dell’Unione di Centro: “Io sono estremamente amareggiato per come è andata questa campagna elettorale. I programmi economici presentati PdL e PD sono irrealizzabili, perché c’è incongruenza tra le entrate e le uscite, ma nessuno dice nulla. Nei primi 2 giorni di campagna elettorale il Sole 24 Ore dimostrava approfonditamente come fossero impossibili i programmi proposti da questi due partiti: questo è durato 2 giorni, poi è stata messa a tacere anche quest’unica fonte di verità. A quel punto è stato il far-west, con un aumento di proposte e un gioco al rialzo su tutti i temi legati all’economia. Noi abbiamo deciso di non fare così perché noi non siamo venditori e abbiamo in mente un’idea di politica responsabile. La situazione economica Italiana è grave. Non posso dar torto a chi dice che negli ultimi due anni il PIL è aumentato dell’1,9% e che rispetto al quinquennio precedente il dato sia positivo perché prima era bloccato. Ma bisogna allargare il nostro sguardo su tutto il mondo e notare che noi siamo cresciuti, ma tutti gli altri Paesi sono cresciuti molto più di noi. In un’economia globalizzata se facciamo un confronto tra noi e gli altri Paesi, veniamo umiliati. E’ stata l’espansione economica di tutto il mondo a farci crescere. L’aumento di produzione ha creato quell’extragettito fiscale, noto come tesoretto: mentre tutti gli altri Stati usavano questo gettito per diminuire il debito pubblico, noi paradossalmente facevamo politiche che aumentavano la spesa pubblica. Ora siamo in un momento di grave crisi finanziaria e non c’è nulla di peggio di chi viene in politica a far promesse irrealizzabili: illude la gente e fa crollare la credibilità del nostro sistema.
Noi con responsabilità andiamo a dire agli Italiani ciò che realmente pensiamo, non promettiamo cose impossibili. Abbiamo deciso di fare una politica fiscale selettiva al centro di cui, come principale soggetto da aiutare, c’è la famiglia con i figli. In Italia un progetto politico sulla famiglia non è mai esistito: non lo proponiamo per la prima volta. Io mi preoccupo del futuro e so che senza figli non andiamo da nessuna parta. Ed è per questo che bisogna investire sulla famiglia. Permetteremo di detrarre dalle imposte tutte le spese legate ai figli. Non è possibile che io ora possa detrarre le spese veterinarie per il mio gatto e non le spese legate all’istruzione dei miei figli: non voglio vivere in un Paese dove il mio gatto vale più dei miei figli! Inoltre aiuteremo le famiglie che vorranno figli: queste sono le nostre priorità. In Italia è legato alla famiglia un problema culturale che va superato a tutti i costi. Per quanto riguarda le imprese, noi non possiamo permettere grandi cose sulle tasse, ma offriamo una pace fiscale. Prodi e Visco vedevano gli imprenditori come evasori e li combattevano, noi abbiamo invece fiducia in loro. Noi non cambieremo, come è successo fino ad ora, la legge fiscale ogni anno, ma ne faremo una che dia certezza alle regole: fisseremo delle regole fiscali che resteranno tali. Anche per quanto riguarda lo Statuto del Contribuente lo vorrei mettere nella Costituzione, così il legislatore non ha più la facoltà di cambiarlo come vuole e non creerà più quell’instabilità e quell’incertezza che ci hanno caratterizzati fino ad ora. Quello che offriamo noi sono regole certe. Combatteremo poi il monopolio comunale legato a molti servizi (gas, acqua, rifiuti…), perché questo monopolio crea un costo troppo elevato degli stessi servizi: smantelleremo questo monopolio e liberalizzeremo i mercati, così la spesa del cittadino sarà inferiore. Per fare questo serve una grande forza politica che ti permette di andare contro la volontà dei vari enti, ma noi ci riteniamo pronti per portare avanti questa battaglia per il bene del cittadino. I Comuni devono uscire dai mercati, così le varie aziende andranno meglio e i costi saranno minori. Il nostro è un Paese che spende troppo, ma qualità e quantità non sono bilanciate: la spesa pubblica è alta, il debito pubblico è alto, il servizio offerto è pessimo. L’Italia sta cadendo nel baratro: per risollevarla va ridotta la spesa pubblica. Paradossalmente dovremo provare a non fare la finanziaria per un anno: le conseguenze sarebbero due: non litighiamo per 4 mesi e spediamo meno e meglio. C’è la necessità di riqualificare la spesa pubblica: non è vero che più si investe e migliore è la qualità, perché ci sono troppi sperperi. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato: torni al suo mestiere e si occupi di sanità, istruzione, sicurezza… lasciando la gestione di aerei, traghetti, Finmeccanica a chi può occuparsene al meglio. In questi settori lo stato fa male il suo lavoro e crea danni al mercato.
Noi offriamo queste poche ricette economiche. Possiamo dir forte che il nostro programma brilla perché è responsabile e attuabile. Abbiamo fatto scelte che magari hanno scontentato qualcuno, ma questo è quello che deve fare un partito serio e moderato come il nostro. La nostra opposizione sarà responsabile e per il bene del Paese e dei cittadini. Noi possiamo lasciare ai figli un Paese peggiore di quello che abbiamo trovato: noi lavoriamo per questo, per dare un futuro al Paese!”.