Prosciuttificio: il Tar conferma correttezza del Comune di Arezzo

AREZZO – Sconfitta su tutta la linea per il prosciuttificio Faralli e per il suo avvocato Carlo Taormina. L’ufficio legale del Comune di Arezzo e quindi gli avvocati Roberta Ricciarini e Stefano Pasquini hanno avuto ragione dal Tar della Toscana. Il Tribunale amministrativo, infatti, non solo ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dall’avvocato Taormina ma ha anche riaffermato quanto il Comune sostiene da tempo e cioè che dinanzi all’inchiesta giudiziaria “variantopoli”, la decisione dell’Ente non è stata un atto volontario ma un obbligo “ex lege”, dettato cioè in automatico della stessa norma.
La vicenda, come è noto, aveva avuto inizio con l’inchiesta della magistratura aretina che, tra le pratiche oggetto di indagine, aveva inserito anche il piano attuativo del prosciuttificio Faralli in quanto votato anche dall’allora Sindaco Lucherini la cui posizione, secondo le risultanze d’indagine, confliggeva con il ruolo dello studio professionale del figlio.
L’articolo 78 del decreto legislativo 267 del 2000 – come hanno ricordato gli avvocati Pasquini e Ricciarini – prevede espressamente che un piano attuativo urbanistico debba vedere sospesi i suoi effetti quando l’approvazione sia avvenuta in violazione dell’obbligo di astensione di consiglieri comunali eventualmente interessati. La sospensione è “ex lege”, indipendente quindi dalla volontà dell’Amministrazione la quale, una volta informata dalla Procura della Repubblica, comunicò alla Società interessata che nelle more del giudizio, in attesa quindi del pronunciamento della magistratura, veniva sospesa la procedura per il rilascio del permesso di costruzione.
Nei mesi scorsi il Consiglio comunale, approvando una delibera di indirizzo, aveva confermato la correttezza della procedura messa in atto dagli uffici comunali in questa come nelle altre pratiche urbanistiche coinvolte in “variantopoli”. E proprio contro questa delibera, l’avvocato Taormina aveva presentato richiesta di sospensiva al Tar che ieri è stato respinta. Il Tribunale amministrativo, di prassi, si limita ad accogliere o respingere una richiesta ma in questo caso ha fatto di più. Ha cioè ribadito che quanto messo in atto dal Comune di Arezzo è stato corretto e conforme a quanto espressamente previsto ex lege del decreto 267 del 2000.