Dedicata ai Della Robbia la lancia d’oro di giugno

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Dedicata alla famiglia Della Robbia, dopo la mostra “Il dialogo tra le arti nel Rinascimento”, la lancia d’oro dell’edizione di giugno 2009 della Giostra del Saracino. L’opera in palio sabato 20 giugno è stata presentata dal Sindaco Giuseppe Fanfani alla presenza dei rettori dei quartieri e del consulente storico Luca Berti.

“Particolarmente bella, armonica, leggiadra, elegante e pulita – queste le parole usate dal Sindaco Fanfani dinanzi al trofeo – del resto come tutte le opere del Rinascimento. L’artista Gianluca Senz’ani, ideatore del bozzetto e il maestro Francesco Conti, realizzatore della lancia, hanno bene interpretato lo stile e la tecnica della famiglia Della Robbia. La commissione giudicatrice dei bozzetti ha fatto una scelta oculata”.
Il lavoro di Gianluca Senzani di Castrocaro Terme e dell’aretino Francesco Conti ha poi raccolto i consensi unanimi dei rettori che scenderanno in Piazza per conquistare il trofeo: “complimenti a entrambi i fautori perché e la più bella lancia mai realizzata” – ha dichiarato Ezio Gori di Porta Santo Spirito. “Mi colpisce l’eleganza di pochi elementi essenziali che valorizzano l’opera” – ha aggiunto Maurizio Carboni di Porta Sant’Andrea. E infine Marco Ercolini di Porta Crucifera: “sarà apprezzata non solo dagli aretini ma anche dai turisti che la vedranno sfilare per le strade”.
Soddisfatto l’artista di Castrocaro Terme che ha vinto il concorso dei bozzetti: “sono onorato di contribuire alla manifestazione storica aretina con il mio lavoro. Il maestro Conti ha trasformato la mia idea cartacea, rappresentata necessariamente in due dimensioni, in un’opera in legno a tutto tondo. Mi sono ispirato alla terracotta robbiana dell’altare di Santa Maria delle Grazie e a un’opera custodita in Cattedrale, facendo uso dei colori principali bianco e azzurro ed è eccellente il risultato della lucidatura che a colpo d’occhio rende l’idea della tecnica usata da questa famiglia nel corso delle generazioni”.
“Difficile la realizzazione – ha sottolineato l’intagliatore Conti – con il legno di tiglio che necessita di una lavorazione particolare affinché l’impugnatura della lancia assuma le sembianze della terracotta”.

Ecco la scheda della lancia d’oro della Giostra del Saracino edizione giugno 2009 (la 117ma) a cura di Luca Berti

Alla famiglia Della Robbia è dedicata la lancia d’oro della Giostra di San Donato 2009. La famiglia Della Robbia, originaria di Firenze, ha legato indissolubilmente il suo nome nel Rinascimento alla terracotta invetriata, detta appunto “robbiana”, che ha conseguito risultati artistici incomparabili e una straordinaria diffusione. Capostipite della famiglia è Luca (1400-1482), artista colto e curioso, capace di inventare la nuova tecnica della ceramica invetriata, che porta un’arte fino ad allora considerata minore ai risultati della migliore pittura e scultura. La formula che attraverso una miscela di stagno e di piombo rende l’argilla splendente come smalto viene trasmessa ai figli e poi tramandata nella famiglia di generazione in generazione. La produzione di Luca è caratterizzata dalle Madonne ancora legate alla spiritualità del gotico internazionale, dagli invetriati bianchi quasi fosforescenti, dai medaglioni, dai rilievi stiacciati. Grazie al nipote Andrea (1435-1528), gli invetriati prodotti dalla bottega della famiglia si diffondono capillarmente e trovano un numero sempre maggiore di estimatori e acquirenti. Con Andrea la suggestione dei colori (azzurro, verde, turchese, cobalto) diviene più forte e la narrazione più ricca di pathos, come nelle Pietà care alla predicazione savonaroliana. L’attività di Andrea è proseguita dai figli – Giovanni (1469-post 1529), Francesco, Marco e Luca il giovane – che ampliano la gamma degli oggetti prodotti per soddisfare le richieste di una committenza sempre più vasta, sia laica che religiosa. Infine Girolamo, sensibile al primo manierismo fiorentino, che si trasferirà a Fontainebleau e con il quale l’avventura robbiana volge al termine.
La mostra sui Della Robbia, allestita nelle sale del Museo d’arte medievale e moderna di Arezzo, non soltanto ha offerto una vasta e accurata selezione della produzione robbiana (e di quella della famiglia concorrente dei Buglioni), ma documentato anche il serrato e fecondo dialogo che al loro tempo per la prima volta si instaura fra le diverse arti (scultura, pittura, architettura), ricreato in questo modo il fervido clima della Toscana rinascimentale e ripercorso un secolo di storia dell’arte italiana.
Il territorio aretino è ricco di pregevoli testimonianze della secolare attività dei Della Robbia, intorno alle quali sono stati costruiti, nell’occasione, cinque itinerari attraverso la città, il Casentino, il Valdarno, la Valdichiana e la Valtiberina.