Grazia Sestini su ex area Lebole

Arezzo – "Ancora una volta ci corre l’obbligo, dicono Sestini, Cantaloni e Francini, rimarcare alcune considerazioni di estrema rilevanza su come si è giunti all’approvazione del piano complesso dell’area ex Lebole. Premesso che il centrodestra non ha mai messo in discussione il merito, ma il metodo con il quale questa Amministrazione ha voluto a fine legislatura incassare la “cambiale”.
Ed anche oggi, poiché dal futuro ed il rilancio di questa città dipendono dalla destinazione che si vogliono dare alle aree strategiche quale l’ex area Lebole, il dibattito doveva e poteva essere affrontato con maggiore responsabilità. Ma evidentemente la fretta di incassare la cambiale ha avuto ragione sul buonsenso e sul servizio che la politica deve rendere alla città e, quel minino dibattito che si è sviluppato in seno all’ultimo Consiglio comunale ha avuto il merito di stravolgere l’iter e di svincolare dal Regolamento Urbanistico la discussione della pratica. E’ evidente che questo modo di fare genera una serie di dubbi anche sulla legittimità di tale procedura ed il fatto che il centrodestra non abbia partecipato alla votazione non è stato dettato da irresponsabilità, ma da un senso di responsabilità che vuol far notare a questa Amministrazione comunale quali oneri si assume sul futuro assetto della città. Il fatto poi che al momento della votazione si siano astenuti importanti soggetti della maggioranza e la pratica sia passata con soli 17 voti ci da conferma di quanto da tempo andiamo dicendo. Ed un segnale forte su quanto affermiamo da tempo giunge anche dalla Camera di Commercio, che rappresenta il mondo economico e produttivo della città, la quale ha incaricato un professionista di fiducia per studiare ipotesi di rilancio della città. E’ indubbio che ciò è una palese sconfessione delle politiche del Comune e del suo metodo di lavoro e dimostra che le nostre perplessità non sono il frutto di sterili polemiche politiche fine a se stessi. E’ chiaro, dicono Sestini, Cantaloni e Francini, che questo Sindaco e la sua Amministrazione non solo sono rimasti in pochi, ma si sono barricati in un palazzo vuoto. A questi signori sfugge il fatto che la città ha bisogno di essere governata con la collaborazione di tutti e non diretta dall’alto di una torre le cui fondamenta stanno scricchiolando da tempo. Fra pochi mesi, quando saremo di nuovo alla guida di questa città, concludono Sestini, Cantaloni e Francini, sarà di somma urgenza rivedere con tutti i soggetti il Regolamento Urbanistico ed apportare quelle necessarie modifiche che permetteranno un reale rilancio economico e produttivo di questa città che da troppo tempo aspetta fatti concreti e atti di ripresa."