Consiglio Comunale 25 gennaio 2018: l’atto di indirizzo su Nuove Acque

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Nuove acque ricerca perdite
Nuove acque ricerca perdite

Atto di indirizzo dei gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord in merito alla gestione del servizio idrico integrato e alla convenzione con Nuove Acque. In esso s’invita sindaco e Giunta a rivolgersi all’Autorità nazionale anticorruzione al fine di porre all’attenzione la verifica della legittimità della proroga di convenzione tra Ait e Nuove Acque, approvata dalla recente conferenza territoriale dell’Autorità idrica toscana, a trasmettere gli atti relativi alla decisione adottata alla Procura regionale della Corte dei Conti, sezione Toscana, al fine di consentire all’organo preposto la verifica circa l’ipotesi di un eventuale danno erariale, a valutare l’ipotesi di ricorso al Tar avverso la decisione presa dalla conferenza territoriale, a farsi portavoce presso l’Ait e ogni altro ente interessato della richiesta di un provvedimento, adottato in sede di autotutela, al fine di sospendere cautelativamente gli effetti della proroga della convenzione in attesa di valutazione e verifica da parte delle assemblee elettive dei soci di parte pubblica, a confermare la contrarietà del Comune di Arezzo a ogni rinnovo del rapporto con la società Nuove Acque, a coinvolgere in futuro il Consiglio Comunale, sempre e comunque, sugli sviluppi del rapporto con Nuove Acque e su ogni altra tematica inerente il servizio idrico integrato. Sono stati rilevati l’inopportuna urgenza di una scelta fatta 6 anni prima della scadenza naturale della concessione, il differente iter seguito rispetto al 1999 visto che in quella prima occasione i sindaci seguirono nei loro voti le indicazioni del rispettivi Consigli Comunali mentre oggi le assemblee non sono state coinvolte. L’auspicio dei gruppi di maggioranza è stato quello di un voto unanime.
Le opposizioni hanno sottolineato la scarsa valenza dell’atto, giunti al momento attuale, capire su quali norme fare affidamento per rovesciare la situazione, la natura pubblica di un bene a cui non dovrebbe essere associata la parola “profitto” e la necessità di un coinvolgimento delle categorie economiche e dei comitati negli organi istituzionali competenti ogniqualvolta si discuta del futuro del servizio idrico integrato (Movimento 5 Stelle) – in merito a quest’ultimo punto è stato presentato un emendamento -; la sua strumentalità politica ed elettoralistica a fronte della mancanza di atti concreti del sindaco fin dal suo insediamento nonostante le promesse pubbliche (Arezzo in Comune); il tecnicismo degli atti proposti, le posizioni oscillanti dell’attuale amministrazione in materia, amministrazione che si è espressa anche per il prolungamento della concessione a Nuove Acque in questi anni in risposta ad alcune interrogazioni consiliari, come Forza Italia prenda posizione sempre in modo strumentale, la confusione che regna in questa amministrazione, la mancanza di una visione politica nel centrodestra che pensa che il ricorso alla giustizia amministrativa sia la panacea mentre invece il tema è di grande complessità e non si risolve con Estra, un nome gettato nel dibattito senza presupposti e approfondimenti (Partito democratico).
Da parte dell’amministrazione comunale sono stati ribaditi i concetti esposti in risposta all’interrogazione del mattino: il percorso che ha trovato l’attuale compimento è partito da un’esigenza specifica, ovvero la necessità di nuove risorse da investire nel rispetto di un equilibrio finanziario, a cui ha fatto seguito a metà novembre l’istanza di Nuove Acque di proroga della concessione. È stato inoltre sottolineato come la discussione vada semmai spostata su una domanda precisa: quale nuovo modello di gestione. Con in vista il progetto della Regione Toscana di un bando nel 2021 per un gestore unico del servizio idrico. Società pubblica, privata o mista come attualmente? Questa riflessione e i relativi indirizzi dovrebbero venire proprio dal Consiglio Comunale.
Se in merito ai rifiuti da parte del sindaco è stata ribadita la sua contrarietà all’Ato unico regionale ma non al gestore unico, sulla querelle “acqua” Ghinelli ha ricordato che esiste già un Ato regionale. E che ci sarà anche un gestore unico, a scalare a partire dal 2021, quando andranno progressivamente a terminare le varie concessioni degli attuali gestori. Rispetto a questo gestore unico delle acque, è la Regione Toscana ad avere tracciato le linee guida e il panorama normativo. Su Estra il sindaco ha tenuto a precisare che in occasione di una riunione congiunta tra i sindaci di Arezzo, Siena e Prato è stato dato un preciso indirizzo unanime: se Estra ritiene di allargare il proprio campo di utility, l’acqua e non i rifiuti appare l’ambito adeguato, al momento.
Da parte del partito democratico è stato presentato anche un atto di indirizzo dove è stata rilevata innanzitutto l’inopportunità della votazione in tempi stretti e senza approfondimenti di una proroga ed è stata proposta una commissione consiliare speciale che, in previsione comunque della scadenza del 2024, faccia una valutazione sull’attuale sistema di gestione ed elabori eventuali modelli alternativi di gestione del servizio idrico integrato.
Ancora da Forza Italia è stata sottolineata l’emergenza di un atto di indirizzo come quello della maggioranza che richiede un voto per stoppare il procedimento di proroga non condivisibile per i tempi e i metodi seguiti. In un secondo momento si potrà discutere di modelli futuri.
Entrambi gli atti e l’emendamento del Movimento 5 Stelle sono stati approvati.